Cronaca/Inchieste/Interno/Politica

Altro che buongoverno: le 12 Regioni di destra tra guai e impresentabili

DA NORD A SUD – AMMINISTRAZIONI BLOCCATE, SCANDALI, SPESE PAZZE E LEGGI VERGOGNA

 

(di Dario De Luca, Lorenzo Giarelli, Giuseppe Pietrobelli, Paola Pintus e Giacomo Salvini – Il Fatto Quotidiano) – La retorica del “buongoverno” viene spesso sventolata da destra in contrapposizione a chi invece saprebbe dire soltanto di “No” e bloccare cantieri, opere, nomine. Su questo dualismo Matteo Salvini ha rovesciato il governo gialloverde, gridando al complotto perché non riusciva a imporre temi come l’autonomia differenziata o il Tav. Adesso che la Lega non è più al governo il meccanismo è ancora possibile se il focus si sposta sulle Regione, dove il centrodestra conta 13 presidenze su 20 (in Calabria la giunta si è appena insediata) e dove Salvini e soci garantiscono che le cose vanno a meraviglia. Eppure non è proprio così. Il presunto rinnovamento ha portato la coalizione a sbancare in nove regioni al voto negli ultimi due anni, ma per il momento si è tradotto in un immobilismo diffuso e in parecchi scivoloni, con tanto di ripetuti tentativi di riesumare prebende per la politica locale (in Piemonte pochi giorni fa la maggioranza stava per alzare di 1.000 euro lo stipendio alla giunta). Ecco allora una guida – giocoforza incompleta – del suddetto “buongoverno” e delle sue imprese peggiori.

Sicilia
Quattro assessori sotto inchiesta Per i vitalizi solo un taglio soft

La bussola del governatore Nello Musumeci punta verso la Lega, fresca d’ingresso all’Ars e con cui il movimento del presidente potrebbe federarsi. Ma il matrimonio resterebbe vincolato all’ingresso in giunta di un assessore. Naufragato il taglio dei vitalizi (è stato approvato un taglio soft, contro le indicazioni del governo), la Regione ha tirato un sospiro di sollievo evitando il default grazie al salvagente da Roma che spalma in dieci anni un disavanzo da miliardi di euro. E poi ci sono i 14 indagati che affollano i banchi del Parlamento. Quattro gli esponenti dell’esecutivo mentre due i presidenti di commissione: Riccardo Savona (Forza Italia) e Luca Sammartino (IV). Il resto sono semplici deputati, come Luigi Genovese, eletto a 21 anni raccogliendo il testimone del padre Francantonio, condannato in primo grado per corruzione e adesso sotto processo col figlio per evasione fiscale.
Dario De Luca

Piemonte
La gaffe dell’aumento alla giunta e un referendum pro-Salvini

Il passo indietro è di ieri, ma la maggioranza giura che ci riproverà quando le acque si saranno calmate. La Lega aveva infatti presentato un provvedimento per aumentare di circa 1.000 euro al mese gli stipendi della giunta di Alberto Cirio. A essere rimpolpato sarebbe stato il fondo per i rimborsi: a oggi, chi accetta di utilizzare l’auto blu e l’autista rinuncia a quei 1.000 euro, che invece secondo i leghisti dovrebbero essere concessi. Se ne riparlerà più avanti. Intanto però la giunta ha perso pezzo. A dicembre è finito in manette l’assessore Roberto Rosso (FdI): secondo la Procura, aveva chiesto voti alla ’ndrangheta in occasione delle ultime elezioni regionali. Insieme ad altri sette consigli a maggioranza leghista, poi, il Piemonte aveva chiesto di indire un referendum per trasformare la legge elettorale in un maggioritario puro. Richiesta spedita indietro dalla Consulta, che ha dichiarato il referendum inammissibile.

Abruzzo
Un bando da 225 mila euro va al fedelissimo della Meloni

“Due delle quattro Asl abruzzesi sono ancora senza direttore generale, le altre sono sprovviste del direttore sanitario o amministrativo”. La fotografia arriva da Cgil, Cisl e Uil, unite nel denunciare l’immobilismo della giunta guidata da Marco Marsilio (Fdi). Per la verità, nella Sanità qualcosa è stato fatto: nei mesi scorsi la Regione ha alzato gli stipendi dei dirigenti degli ospedali, portando da 115 mila euro l’anno a 149 mila i compensi dei dg e alzando di circa 30 mila anche quelli dei direttori sanitari e amministrativi, quando saranno nominati. Ma Marsilio pensa anche ai “suoi”: per la giunta è stato infatti ripristinato il rimborso relativo alle trasferte istituzionali, abolito nel 2015. Curiosa poi la gestione del trasporto pubblico Tua: in autunno un bando da 225 mila euro per alcune attività di comunicazione è stato vinto alla Mirus. Il proprietario della Mirus è Michele Russo, a lungo collaboratore di Giorgia Meloni e in passato vicino alla candidatura.

Basilicata
Bilancio bloccato, ospedali in tilt: da mesi è stallo sulle nomine

Come la Sardegna e l’Umbria, anche la Basilicata non è riuscita a chiudere in tempo il bilancio per il 2020 ed è entrata in esercizio provvisorio. Ultimo sintomo di una giunta a lungo bloccata da dissidi interni. Paradossale è la situazione della Sanità, che tra gli altri problemi deve gestire il caso dell’Ospedale San Carlo di Potenza. La nomina del dg Massimo Barresi fu fatta dall’uscente ex governatore Pittella nel 2018. Da allora la situazione dell’Ospedale è rimasta gravissima, con la stessa Lega che a dicembre parlava di un rosso da 13 milioni. Per mesi il centrodestra si è scagliato contro Barresi, ma a un anno dall’elezione di Vito Bardi il dirigente è ancora al suo posto, in attesa che si trovi un nome alternativo. E a Termoli le cose non vanno meglio: in autunno sono scadute le Commissioni mediche sanitarie per le disabilità e la Giunta avrebbe dovuto provvedere a nuove nomine. Lo stallo di diversi mesi ha invece provocato centinaia di pratiche inevase.

Molise
In ginocchio le imprese edili che si occupano del post-sisma

L’ultima lamentela nei confronti del governatore Donato Toma arriva dall’Acem Ance, ovvero il Collegio costruttori edili. Le aziende denunciano la grave situazione delle imprese impegnate nella ricostruzione post-terremoto: i pagamenti sono in ritardo da tempo e la tranche di fine 2019 non è ancora arrivata. L’associazione afferma di aver chiesto più volte un incontro con Toma, senza successo. Ma il destino della giunta non è affatto scontato. A dicembre la maggioranza è andata sotto sulla riforma del trasporto pubblico, una delle urgenze della Regione insieme alla Sanità. Tre consiglieri di destra hanno votato insieme alla opposizioni bocciando la linea Toma. Sembrava l’inizio di una crisi, invece per il momento il presidente è riuscito a ricompattare la truppa. Ma ci sono malumori anche sulla promozione del turismo: la Regione ha infatti rinunciato a partecipare alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano, provocando l’ira del settore.

Trentino Alto Adige
Alzata l’Irpef per i più poveri. Qui i sindaci più pagati d’Italia

Questione di soldi. Quelli dei cittadini e quelli della Ue: utilissimi a finanziare la politica i primi, rifiutati i secondi. È la storia dell’ultimo anno leghista in Trentino Alto Adige, guida Maurizio Fugatti. L’estate scorsa la giunta ha decretato un aumento del 7 per cento dello stipendio dei sindaci della Regione, portando l’indennità del primo cittadino di Trento a superare di circa 1.500 euro gli 8.000 percepiti dai sindaci di Milano, Napoli e Roma. Curioso invece quanto successo a settembre: la giunta ha rinunciato a un milione di euro di fondi europei. Il motivo? Erano destinati a progetti per l’integrazione, come corsi di lingua italiana per stranieri e progetti di socializzazione. Alla ricerca di finanziamenti, meglio pescare in casa: a Trento Fugatti ha alzato la soglia minima di esenzione Irpef a 20.000 euro rispetto ai 15.000 previsti in precedenza. Una tassa da circa 300 euro in più all’anno per chi dunque si trova in una delle fasce di reddito più basse.

Veneto
Gare su misura, sanità privata e hotel tra i vigneti del Prosecco

Luca Zaia è pronto per un’altra rielezione. Eppure a guardare più da vicino l’affresco leghista le crepe ci sono. Cominciamo dal limite dei due mandati: grazie alle deroghe, Zaia potrà correre per il terzo. La sanità è inciampata su un appalto da 300 milioni per le forniture di pasti negli ospedali, gara annullata dal Consiglio di Stato e bacchettata dall’Anac perché su misura per un gruppo vicentino. Altro inciampo, le liste d’attesa chilometriche che spingono dai privati. Infatti, il settore convenzionato (2,8 miliardi) e quello totalmente privato (3 miliardi) assorbono quasi 6 miliardi l’anno. Le colline del prosecco sono patrimonio Unesco? Ecco la legge che consente di costruire alberghi diffusi tra i vigneti. Zaia ottiene i Mondiali di sci Cortina 2021 e le Olimpiadi 2026? Ambientalisti sul piede di guerra perché la montagna è stata sbancata a colpi di dinamite. E, per finire, la Pedemontana, opera da 2,5 miliardi in ritardo di anni e che rischia di ingoiare un mare di soldi.
Giuseppe Pietrobelli

Friuli-Venezia Giulia
La geniale idea di Fedriga: un muro anti-migranti al confine

Un muro anti-migranti lungo il confine con la Slovenia. Era l’idea – poi, pare, tramontata – del governatore Massimiliano Fedriga, che pensava così di sistemare i flussi migratori provenienti dall’Est Europa. Di pochi giorni fa invece è la commemorazione durante il Consiglio Regionale di Bettino Craxi, di cui ricorre il ventennale dalla morte: la 127esima seduta d’Aula s’è aperta col ricordo dell’assessore alla Cultura Tiziana Gibelli, che poi avrebbe anche definito l’ex leader Psi “uno statista”. Nei prossimi mesi dovrebbe poi arrivare una decisione della Corte Costituzionale in merito a una legge di Fedriga e soci, impugnata a settembre dal governo. Il provvedimento prevedeva di togliere fondi all’inclusione sociale per destinarli ai rimpatri (che però sono di competenza statale) e al contempo di limitare gli incentivi occupazionali esclusivamente a chi assume persone già residenti da 5 anni nella Regione.

Lombardia
Fontana è indagato insieme a un assessore e un consigliere

A maggio la Dda di Milano ha condotto una maxi-operazione (43 misure cautelari) che ha coinvolto i piani alti della politica lombarda, Regione compresa. Anche il governatore Attilio Fontana ha di che preoccuparsi, con i pm che lo accusano di abuso d’ufficio per la nomina di un suo ex socio in Regione. Nell’indagine è coinvolto pure il consigliere di FI Fabio Altitonante, per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio. Ma i guai sono anche per un assessore: Stefano Bruno Galli, responsabile dell’Autonomia e della Cultura, è indagato nell’inchiesta sul presunto riciclaggio dei 49 milioni di euro della Lega. In tutto ciò, la Lombardia ha anche grane politiche: il mese scorso il consiglio ha dovuto votare due volte “contro” la giunta, che aveva approvato un taglio del sostegno a circa 7.000 famiglie con disabili gravi. Negli stessi giorni, la Regione ha rinnovato per nove anni senza gara il contratto per il trasporto regionale a Trenord. La concorrenza può attendere.

Liguria
Meno parchi, meglio il cemento. Bankitalia chiede lumi su Toti

Gli ultimi guai di Giovanni Toti riguardano il suo movimento politico Cambiamo. Bankitalia ha infatti trasmesso un fascicolo alla Procura di Genova – senza indagati – per far luce su alcuni finanziamenti all’associazione Change, oltre 200.000 euro finiti in parte anche sui conti del presidente. Ora Toti si prepara alla campagna elettorale, ma dovrà fare attenzione agli sgambetti degli alleati. L’estate scorsa, ai tempi del governo gialloverde, fu tramite la ministra Irene Stefani che l’esecutivo spedì alla Consulta una legge della giunta ligure, la cosiddetta sfascia-parchi: 540 ettari sottratti ai più grandi parchi della Regione e 42 aree protette cancellate, oltre all’annullamento del progetto del nuovo parco del Finalese. D’altra parte la Corte Costituzionale si era già occupata di Toti e soci: nel 2018 bocciò la legge con cui la Regione aveva cambiato le regole per l’assegnazione delle case popolari, escludendo gli stranieri non residenti da almeno 10 anni in Italia.

Sardegna
Cemento libero sulle coste. E ora c’è anche la grana Air Italy

L’addio di Air Italy e l’incertezza sul futuro della continuità territoriale in Sardegna, a rischio di mancata proroga, sono solo le ultime immagini di un’isola alla deriva dopo dieci mesi sardo-leghisti. Christian Solinas va verso il secondo mese di esercizio provvisorio e non ha ancora presentato la Finanziaria 2020, ma ha trovato il tempo di esitare il nuovo piano casa, che se consentirebbe aumenti di volumetrie dal 20 al 30 % anche nelle cosiddette zone “F”, le aree costiere tutelate in modo stringente dal piano paesaggistico. Gli unici altri atti legislativi prodotti finora riguardano la moltiplicazione di incarichi e di enti, come le otto nuove Asl sorte dalle ceneri dell’Azienda sanitaria unica. Vengono poi resuscitati i Cda nelle agenzie e nelle società, aboliti nella scorsa legislatura. Infine, una legge ad hoc ha allargato a dismisura i requisiti per l’accesso agli incarichi dirigenziali fiduciari esterni all’amministrazione.
Paola Pintus

Umbria
Da mesi in esercizio provvisorio. Ma sale la spesa per Tesei&C.

Uno dei primi atti dell’éra Donatella Tesei porta la data del 4 dicembre: è approvato il bilancio provvisorio. Dopo un mese di screzi continui per la formazione della giunta, la presidente ha deciso di rinviare la patata bollente a fine febbraio. A dicembre era anche emerso il caso dell’ assessore alla Sanità, il veneto Luca Coletto, in passato condannato a due mesi di reclusione per il reato di “propaganda di idee fondate sulla superiorità e sull’odio razziale”. E a gennaio il presidente del Consiglio Regionale di FdI, Marco Squarta, ha polemizzato con Coletto invitandolo ad “attivarsi” per non aver ripristinato i fondi a favore dei disabili. La nuova giunta non ha cambiato nulla sui costi della politica, anzi. Secondo il riepilogo degli stanziamenti consultati dal Fatto , per i tre nuovi assessori esterni nel 2020 la giunta Tesei spenderà quasi il 50% in più: 381.600 euro contro i 254.400 dell’anno passato.
Giacomo Salvini

7 thoughts on “Altro che buongoverno: le 12 Regioni di destra tra guai e impresentabili

  1. Eletti a furor di popolo 13 Presidenti di destra su 20, sono cominciati subito i guai per le rinascenti Regioni. Evidentemente governare è un tantino più difficile che farsi dei selfie e sparare qualche facile slogan che fa presa anche su un babbuino, con tutto rispetto per i babbuini.
    La Lega, del resto, ha la mano di Mida all’incontrario, rovina da sempre tutto quello che tocca, invece di trasformarlo in oro lo trasforma in merda, e la presunta capacità amministrative dei sindaci leghisti è stata per lo più una favola metropolitana.
    La Lega ha rovinato facendoli fallire: una idea politica (la secessione), un federalismo, una religione (quella celtica abbandonata ora per Madonnine e crocefissi), un’idea territoriale (la Padania), un’idea sociale (la ariana razza pura, il razzismo e il meridionalismo), un giornale, una radio (radio Padania), una banca (Banco di Lodi), due Governi (Berlusconi e Conte 1), una legge (la Bossi-Fini), i rapporti con l’Europa… ora le spetta di far fallire le Regioni in cui ha vinto e in questo non ha perso tempo.
    Mentre la vulgata popolare popolare tende a dire che quelli che non reealizzano niente sono i 5 stelle che invece marciano determinati nell’applicazione del loro programma punto per punto, le Regioni a guida leghista vanno di male in peggio col carattere fisso di aumenti di stipendio a pioggia e raddoppiamento delle spese mentre continua la sequela di inchieste della magistratura su soldi rubati e intrallazzi vari.
    Forse che le tv ne parlano? Niente di tutto questo, E avanti così indisturbati!

    • Sono daccordo su tutto aggiungo che la regione è un ente inutile e dannoso. Prima del maggio 1970 le regioni non c’erano, non erano ancora state attuate. L’italia era amministrata da stato, province e prefetture, si stava da dio senza la zavorra delle tasse regionali.

      • Secondo quali regioni, molte sono amministrate bene anche se i finanziamenti non sono sufficienti. Ma se spesi oculatamente,hanno avuto buona resa per i servizi ai cittadini. Questo anche perché con una visione globale del territorio,impossibile per provincie e comuni,i finanziamenti sono arrivati nei punti del territorio dove servivano. Questo,ovviamente,non vale per le regioni amministrate male, ma non per colpa dell’istituzione “regione”,ma per colpa degli amministratori incapaci eletti con tifo da stadio

  2. La destra predica bene e razzola male ormai da trent’anni! Sarebbe ora metterli tutti fuori dalla politica italiana. Si faccia un elenco con tutti gli impresentabili e si invii a chi di dovere per essere pubblicato in tutte le regioni!

  3. Pingback: buon pomeriggio | giorgio

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