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Selvaggia Lucarelli: “Salvini, usa me se vuoi fare propaganda sull’aborto”

(Di Selvaggia Lucarelli – tpi.it) – Ho abortito. Volontariamente. Più di una volta. Due o cinquanta, sono fatti miei, e in realtà anche quello che nella vita ho deciso di fare del mio corpo erano fatti miei, finché ho sentito che non lo erano più.

Cioè quando Salvini, come sua abitudine, ha parlato di ciò che non sa, con l’unico e consueto scopo di usare qualcuno per colpire qualcun altro. In questo caso le donne, e già che c’era le donne straniere, perché lui nel colpire i soggetti più deboli ha una mira intrepida, che sa quasi di eroico.

Ha detto, l’eroe, che ci sono immigrati che hanno scambiato il pronto soccorso per un bancomat, che alcune infermiere gli hanno riferito che donne non italiane hanno abortito anche sei volte, che non si può arrivare a prendere il pronto soccorso come la soluzione a uno stile di vita incivile per il 2020.

Potrei controbattere che i pronto soccorso sono intasati da italiani, circa 30 milioni l’anno, e che nel 75 per cento dei casi sono italiani che potevano curarsi a casa. Le sale d’aspetto degli ospedali sono affollate di persone con un raffreddore indesiderato, più che con una gravidanza indesiderata.

Magari la maggior parte dei malati immaginari sono pure uomini, quegli uomini che per un prurito sospetto sulla caviglia rivedono l’asse ereditario. Potrei controbattere che solo un fesso può pensare che per abortire ci si metta in fila al pronto soccorso come per le gastroenteriti o le bruciature da ferro da stiro.

Potrei controbattere che ci sono straniere che vanno educate alla contraccezione, è vero, ma di solito, a meno che le straniere non siano meduse e si riproducano in remoto, ci sono uomini stranieri che fanno la loro parte.

Potrei controbattere che delle infermiere che spifferano nell’orecchio al politico di turno quante volte le loro pazienti hanno abortito, specificandone la nazionalità, non andrebbero citate ai microfoni, andrebbero rimosse dal loro posto e mandate a fare un mestiere che non abbia a che fare con l’umanità e la cura degli altri, che non è solo applicare una flebo o misurare la febbre.

Potrei andare avanti all’infinito, nel dire quanto di cretino e irriflessivo ci sia in queste considerazioni di Salvini, ma mi pare più importante altro. Ed è invitarlo a usare me. Usa me, Salvini.

Sono donna. Sono italiana. Dillo a me che ho uno stile di vita incivile. Vieni a farmi la morale o a insegnarmi cosa debba fare della mia vita e del mio corpo. Spiegami, magari, anche come mi debba sentire, come e se mi possa auto-assolvere, spiegami i miei peccati.

Spiegameli mentre stringi il rosario della Beata Vergine Maria, mentre accarezzi i bambini dal palco di Bibbiano, mentre ti fai portavoce della Madonna di Medjugorje. Mentre ti trasfiguri e noi peccatori ci soffiamo il naso nelle tue vesti candide.

Non ti aspettare però che piagnucoli, che ti parli di quanto sia doloroso abortire. Di cosa significhi emotivamente, del perché sia successo e del perché sia successo più di una volta. Questi, perdona il lirismo, restano cazzi miei.

Non è con loro che ti devi confrontare tu, troppo facile. Toppo facile fare la morale a una donna che si fa già la morale da sola. Quello – l’esercizio del senso di colpa, la malinconia di ciò che poteva essere- lo facciamo benissimo da noi, stai tranquillo.

Quello con cui non sai confrontarti e che nel profondo non ti va giù è che ho abortito, che hanno abortito, perché abbiamo esercitato un nostro diritto, un diritto che non si misura nella quantità e che non si misura nei giudizi regalati ad un microfono. Io e così le altre donne. Tutte.

Quelle di cui ti hanno spifferato all’orecchio, quelle che te lo stanno dicendo oggi, quelle che sono state tue amiche, compagne, cugine e di cui neppure sai, con ogni probabilità. Potrei raccontarti di aver fatto file in un giorno di inverno in un padiglione squallido, di cosa sia la pillola abortiva e di cosa succeda se non funziona come dovrebbe.

Potrei raccontarti di una ragazza che piangeva in un letto d’ospedale e di una che ha preso veloce la sua borsa ed è scappata via sollevata. Di me che ho sofferto o che sono stata fredda, senza mai dimenticare, qualunque fosse il mio stato emotivo, che stavo decidendo per me, che stavo decidendo io, che nessuno poteva e doveva farlo al posto mio.

Che io sola sarei stata il giudice legittimo delle mie azioni. Che quello che stavo facendo era la conquista di donne coraggiose che hanno lottato per me, che indietro non torno e non si torna. Usa me, Salvini, se proprio vuoi giudicare.

Me che non sono una straniera magari buttata sulla strada da qualcuno, me che ho potuto studiare, che non vengo dalla cultura dei dieci figli come benedizione e che ho avuto una vita facile.

Usa me, per la tua propaganda, se hai coraggio. Giudica il mio stile di vita. Io non giudicherò il tuo. Giudico il tuo stile nel fare politica. Che è quello- sempre- di chi ogni giorno prova a rosicchiare qualcosa dei diritti fondamentali di tutti noi.

E tutto questo, purtroppo, è tanto tragico, quanto chirurgico. Come un aborto.

39 thoughts on “Selvaggia Lucarelli: “Salvini, usa me se vuoi fare propaganda sull’aborto”

  1. Tutto bellissimo. Purtroppo, la realtà può essere più complessa e crudele. Prendiamo una giovane PROSTITUTA negra, convinta da spietati sfruttatori a esercitare il mestiere con botte e condizionamenti psicologici ( riti voodoo, ricatti sulle famiglie ). Questa poveretta rimane incinta di un “cliente” italianissimo e magari lumbard. Viene condotta ad abortire in un ospedale pubblico, a spese del Servizio Sanitario Nazionale, anche 4,5,6 volte.L’incredibile Salvini è da considerare per quello che è perchè, quando era ministro dell’Interno, ha fatto ben poco, se non NULLA, per:
    – ridurre la tratta delle prostitute africane o dell’est
    – contenere la domanda dei “clienti” italianissimi e, magari, lumbard
    – contrastare lo sfruttamento della prostituzione
    – contrastare il traffico, lo spaccio e l’uso di droghe che arricchiscono smodatamente le mafie
    – rispedire a casa loro gli sfruttatori e gli spacciatori stranieri
    Ha girato tanto l’Italia e non ne ha visto nessuna lungo le strade? Roba da chiodi.

  2. Mi è venuta la nausea a leggere il delirio di questa pseudogiornalista e non perché attacchi Salvini, del quale mi importa poco o nulla, bensì perché traspare un materialismo disarmante ed allarmante.
    Ma che c’entra il proprio corpo o l’autodeterminazione con l’interruzione di gravidanza?
    Sempre necessaria a scopo terapeutico o per salvare la vita della madre, deprecabile in tutti gli altri casi.
    Cosa fare del proprio corpo semmai bisognerebbe chiederselo al momento del concepimento.
    Dove è scritto che non ci si può pensare prima? Dove è scritto che ci si debba concedere ad uomini che sono tali solo perché indossano un paio di calzoni?
    Dove è scritto che un uomo debba per forza avere un rapporto con una donna che non usa cautele ed in tal caso, perché non le attua lui stesso?
    L’essere senziente si differenzia dalla bestia perché ha o dovrebbe avere i mezzi adeguati a discernere e scegliere per il meglio.
    Le bestie, assolutamente incolpevoli, hanno solo l’istinto di riproduzione e lo mettono in atto.
    Non troncano vite prima di nascere e si prendono cura dei nati, tanto di cappello!
    L’aborto impedisce ad una vita di svilupparsi, non mi sembra cosa da poco.
    Non è un concetto bigotto e da parte mia, men che meno, viene dettato da pulsioni religiose che disconosco.
    Mi sembra scontato che da un punto di vista umano e filosofico, si debba dare una possibilità ad una vita che si sta sviluppando e che non ha chiesto nulla.
    Peraltro, ho sempre trovato disarmante il fatto che questa pratica, sia stata spacciata come una conquista, de che?
    A mio avviso, la vera conquista si riassume nella bontà nello scegliere il partner, occasionale o meno.
    È in quel momento che maggiormente si distingue o si dovrebbe distinguere l’essere umano dal semplice essere vivente.
    Per quest’ultimo, uno vale l’altro, per l’essere umano non dovrebbe essere così!

    • Concordo quasi tutto: Articoli come questo sono personalizzazioni di un argomento vasto quanto profondo che viene sbandierato come un culto alla propria persona; se l’idea di una donna emancipata deve o non deve, dovrebbe o non dovrebbe essere l’idea delle altre e di coloro che provano e tentano ad esserlo secondo i canoni del costume di questa era/epoca? Se ciò che invece passa, nel profondo, è il culto femminile del culto della Donna per se stessa e per la propria emancipazione? Culto radicato che tende a slegare gli antichi legami che univano i vincoli patristici/patriarcali che in famiglie arretrate ma anche no poteva svilupparsi in veri e propri incubi di botte e ingiurie varie se, per esempio si considera il grado di l’analfabetismo/civilizzazione/società civile ? e la grettezza di un contadino incattivito o abbrutito quanto poco civile e civilizzato? (la caccia e i cacciatori); Questa decodificazione della realtà potrebbe dare giustizia al valore dell’ aborto se il concepimento nasce dalla violenza alla propria libertà di non desiderare un figlio.. ma principalmente concordo che una delle scelte che divide, ma non del tutto, il Regno dell’Umano dal Regno della Natura è la possibilità della scelta dell’ amico/a e compagno/a sessuale fatto indiscutibilmente provato essere presente anche negli animali (lupo, cetacei, aquile..).

      • “Questa decodificazione della realtà potrebbe dare giustizia al valore dell’aborto se il concepimento nasce dalla violenza alla propria libertà di non desiderare un figlio…(cit.)”: il non desiderare, ma anche il desiderare, un figlio non è condizione dirimente e giustificante in riferimento al “farlo” o meno.
        Bisogna dunque ricordare che, anche da un punto di vista strettamente biologico e individuale, un figlio lo si “procrea” e non lo si “crea”? Che oltre a non poter nemmeno disporre liberamente del proprio corpo – visto che non è affatto “nostro” perché qualcun altro ce l’ha dato -, non lo si può certamente e a maggior ragione, di quello di un altro?

      • @gatto, proponi dei temi alternativi molto interessanti a cui proverò a rispondere:
        – Il non desiderare, ma anche il desiderare, un figlio non è condizione dirimente e giustificante in riferimento al “farlo” o meno: (Dirimente) – Nel diritto canonico: impedimenti dirimenti, i vari motivi che impediscono il matrimonio o ne possono causare l’invalidità – (Giustificante) In teologia, colui che giustifica l’intervento divino e l’Offizio canonico, necessario a redimere l’uomo, condannato dalla propria natura al peccato.
        Molto difficile.. Il rapporto con la trinità Io – Dio – Io figlio di Dio – Lui/Lei figli miei – Dio Noi, voi lei io tu loro e essi.
        – Un figlio lo si procrea e non lo si crea secondo le teorie scientifiche biologiche moderne e contemporanee? Bellissima domanda quanto interessante, solo accenni di una prefazione illuminante: La storia dell’Uovo e degli Spermi: C’era una volta un Uovo, racchiuso dentro al nido di un’Ovaia, alla terza settimana di vita e in vibrazione per spiccare il volo oltre il suo nido che sarebbe avvenuto tra una settimana o giù di lì. Giunto il giorno designato spiccò il volo e scivolò nelle Tube Uterine pronto a seminarsi sul tappeto di fiori del suo Caldo Utero. In quel giorno Una pioggia di spermi scivolarono dentro e fu una gran battaglia: chi spingeva di qua, chi spingeva di là, chi correva più forte e chi invece si fermava prima, la loro meta, come una sacra pietra, li aspettava silenziosa e luminosa poiché è la sua luce e il suo calore che guida i guerrieri verso di lei. Dopo diatribe di centimetri e millimetri uterini finalmente una corona di Guerrieri giunge all’Uovo, ma solo uno Troverà la Porta Magica per entrare e da quel momento non ne uscirà più.

    • «deprecabile in tutti gli altri casi»

      E chi sei tu per giudicare come “deprecabile” tutti gli altri casi? Da quale pulpito?
      E, soprattutto, cosa te ne importa degli altri casi?

      «Dove è scritto che non ci si può pensare prima?»

      Devi sapere 2 cose:

      1) molte persone ci pensano. Purtroppo però gli anticoncezionali non funzionano nel 100% dei casi. Non entro nel dettaglio ma do per scontato che tu sappia cosa sono gli anticoncezionali;

      2) le persone che non ci pensano esistono sicuramente, però non credo siano molte. Ma non importa perché io non le giudico male. Non trovo giusto costringere una donna ad avere una gravidanza che non vuole solo per punirla di una cosa che PER TE è sbagliata.

      «L’aborto impedisce ad una vita di svilupparsi, non mi sembra cosa da poco»

      stiamo parlano di embrioni. Che da un punto di vista biologico siano una vita che si sviluppa, nessuno può negarlo. Per te non è una cosa da poco e sei libero di pensarlo. Però nel referendum del 1981 gli italiani hanno espresso un parere diverso dal tuo.
      E aggiungo anche 2 cose: chi pensa che l’embrione sia uguale al feto è una persona malata. Un embrione non prova dolore, emozioni, pensieri. Quindi solo un pazzo fanatico può scandalizzarsi se il suo sviluppo viene interrotto. Un pazzo oppure uno che non ha idea di cosa sia un embrione.
      La seconda cosa è che in nessun altro paese d’europa si discute di aborto.

  3. Brava Selvaggia.
    Devo farti un unico appunto: inutile parlare con un sempliciotto, perchè tanto non capisce nemmeno se si impegna.

  4. Se l’Aborto viene innalzato a simbolo di una emancipazione io mi dissocio totalmente perché Emancipando un simbolo considerato di violenza non si fa altro che legittimarne in parte il percorso. Sia l’uomo che la donna “peccando” sanno che quello e l’atto attraverso cui ci riproduciamo, come gli animali appunto. Ma, almeno nell’amore umano si presuppone che il concepimento sia volontà di entrambi e in questo frangente il diritto ad abortire potrebbe assumere anche l’aspetto di un ricatto.

    • Una precisazione: l’aborto non è un simbolo CONSIDERATO di violenza, lo È! Ahimè, l’aborto è un simbolo CONSIDERATO di libertà!

      • sì, di libertà. La libertà sessuale di una donna (e quindi anche di un uomo) che vuole avere una sessualità slegata dalla procreazione. Perché non vuole avere un figlio (i motivi possono essere diversi, non c’è solo quello economico) e, soprattutto, non vuole una gravidanza.

        Perché è una donna, non una vacca o una giumenta.

    • «un simbolo considerato di violenza»

      da chi? dagli antiabortisti? Cioé una minoranza formata da fanatici sessuofobici e naziskin?
      Ma per favore!

      «Sia l’uomo che la donna “peccando” sanno che quello e l’atto attraverso cui ci riproduciamo»

      Che sia un peccato è opinione tua.

      «il diritto ad abortire potrebbe assumere anche l’aspetto di un ricatto»

      ma che cazzo significa? Ascolta, la questione è semplice: moltissime persone, credenti oppure no, vogliono avere una vita sessuale SENZA la procreazione. I motivi sono affari loro. Ma questo non significa che non ci sia amore nel loro rapporto.

      • Ma io non ho detto che se due persone fanno sesso fra di loro non c’è amore e appunto perché ne la donna è una vacca o giumenta e ne l’uomo è uno stallone o un toro la libertà sessuale non impedisce di incorrere in gravidanze non volute a cui si vuole porre rimedio quindi, prendendo le giuste precauzioni, ognuno lo fa con chi gli pare e piace e su questo non ci piove. L’argomento è comunque complesso ed è difficile farne una sintesi corretta anche dei propri pensieri e al seguito di questa mia e personale giustificazione, penso che sia l’aborto che fare figli uno dietro l’altro e da uomini diversi sia moralmente scorretto: se non si vogliono prendere precauzioni e si rischia come se il gioco valga la candela della possibilità di abortire, anche con la pillola del giorno dopo, mi chiedo che tipo di amore sia quello e se è amore deve essere proprio ridotto male; e per il fatto che non ci siano più limiti all’amore malconcio si deve comunque legittimare l’atto di abortire e di togliere la luce ad una vita sempre e comunque? La determinazione e l’autodeterminazione della donna non sempre ha un’origine e uno sviluppo “sano” e spesso è il frutto di un cinismo senza tregua ma a parte questo se non si vogliono avere figli si usano i contraccettivi.

      • Scusa ma sembra che vivi su un altro pianeta.

        «sia l’aborto che fare figli uno dietro l’altro e da uomini diversi sia moralmente scorretto»

        Io non conosco nessuno che ha fatto figli uno dietro l’altro. Ma se anche fosse, chi sei tu per giudicare queste persone? A te cosa hanno fatto?
        Esprimi un giudizio morale, quindi ammetti che il problema non è l’embrione ma la sessualità.

        «mi chiedo che tipo di amore sia quello»

        E’ l’amore di due persone che non vogliono/possono avere figli e di una donna che non vuole una gravidanza.
        Ti faccio un esempio abbastanza diffuso: due ventenni che studiano o lavorano ma vivono ancora con i genitori. Ma ne esistono tanti altri, ovviamente.

        «togliere la luce ad una vita sempre e comunque»

        stiamo parlando di embrioni che si vedono solo al microscopio. Paragonarli ad una persona (o al feto) è, come disse pannella, qualcosa di blasfemo oltre che assurdo.

      • Chi sono gli altri PER GIUDICARE ME!!
        chi sono questi altri di cui non me ne può fregar DI MENO che SI ARROGANO IL DIRITTO DI DISTRUGGERMI SENZA NEANCHE CONOSCERMI?
        A me non me ne frega un beneamato tubo di nessuno e nessuno PURTROPPO in questa società di merda si tramuta in TUTTI come una fancazzista di una moneta. E viva viva l’olio di oliva e tutti i figli diseguali compresi quelli di mamma PB T. E VISTO CHE BLATERI TANTO CHI SONO IO, Perché NON TI CHIEDI CHI SEI TU PER DEPRECARE LA PROSTITUZIONE, ANCHE DI MINORILE PURTROPPO DI NIGERIANE E NON PENSARE NULLA AL RIGUARDO SE NON LO SCHIFO CHE è POI IL VOSTRO SALVAGENTE DAI 60 ANNI IN POI!! e DICI no NO io!!! mai!.

      • Ma chi se ne importa!! Andiamo in discoteca, sballiamoci e imbrocchiamo.. Chi sei tu per dirmi quello che é bene per me?

  5. Odio le esagerazioni e anche le esibizioni inutili.
    Ogni aborto è un caso a sé. Nella maggioranza una scelta dolorosa e difficile. Generalizzare è criminale. Salvini è un delinquente quando lo usa come clava razzista per colpire le donne migranti delle sui vicissitudini non sa nulla. Se avesse lavorato in un centro sociale per migranti saprebbe l’orrore di tante donne violentate, torturate, costrette ad abortire. Saprebbe che ci sono donne che tremano quando vedono una macchina per ecografie perché sono state torturate con macchine elettriche, conoscerebbe almeno per sentito dire la desolazione delle tante che sono state strappate ai loro villaggi e portate in Italia per metterle sul mercato della prostituzione, si preoccuperebbe dell’abisso della mafia nigeriana, di cui come Ministro degli Interni non si è mai occupato come non si è mai occupato della tratta delle donne della mafia nostrana, troppo intento com’era a farsi i selfye al Papeete in mezzo alle cubiste.
    Ma trovo ributtante anche la Lucarelli che ne fa un vanto di un femminismo moderno tanto fuori luogo quanto smisurato e indecente. E preferire che su questo campo i signori uomini tacessero. Tanto meno posso accettare le accuse di uno che ha messo il marchio del suo Ministero su un convegno reazionario come quello di Verona e ha candidato a Presidente di Regione un uomo da Santa Inquisizione come Fontana, che le donne le vorrebbe tutte a casa lontane dal lavoro e intente a far figli per rendere numerosa la Nazione.
    Preferisco riferire il commento di una ginecologa che almeno sa di cosa sta parlando e non spara raffiche a caso:

    SALVINI PIRLA E L’ABORTO.

    IFQ: ” La sparata di Matteo Salvini sulle donne che andrebbero anche 6 volte al pronto soccorso per chiedere di abortire ha creato confusione e disinformazione sulla legge 194 (non si accede all’interruzione volontaria di gravidanza rivolgendosi al pronto soccorso ma si va al Consultorio). Salvini è stato prontamente smentito sul Corriere dal ginecologo Silvio Viale, che stigmatizzandone la “crassa misoginia e ignoranza” ha snocciolato numeri e dati.
    Il leader della Lega con una baggianata degna di una chiacchiera da bar è riuscito nell’intento di montare odio e rancore verso le donne, come se di misoginia non ce ne fosse abbastanza in questo Paese. Una esternazione che ha reso ancora più evidente come tra i bersagli della Lega, dopo gli immigrati, ci siano le donne.

    Aborto, Salvini: “Pronto soccorso non è soluzione a stili di vita incivili”. Zingaretti: “Giù le mani dalle donne e dalla sanità”
    Non è certo il primo attacco contro le donne che ricorrono all’interruzione volontaria di gravidanza o alle legge 194, e non sarà l’ultimo. Sono convinta che quando la tecnologia metterà a disposizione degli uomini un utero e due ovaie artificiali per gravidanze al maschile, finalmente cesserà il braccio di ferro sui corpi delle donne. Fino a quel giorno dovremo difenderci dai numerosi tentativi di ridurci ad essere un utero e due ovaie a disposizione di un uomo, della famiglia o dello Stato e dovremo rispondere per le rime con le parole di Elisabetta Canitano, ginecologa e presidente dell’associazione Vita di Donna, a coloro che ci mostrificano quando rivendichiamo il diritto di scegliere se essere madri:
    Se volessimo mettere a tacere tutte le polemiche sull’aborto e la 194 basterebbe aggiungere un piccolo paragrafo al testo della legge: “Decide il padre del bambino se la donna può abortire, nel caso sia sconosciuto deciderà un tutore” e improvvisamente il tira e molla finirebbe. Tutto tornerebbe iscritto in quell’ordine patriarcale e fallocratico che ha segnato la storia e ha assicurato per secoli che il diritto di vita e di morte sui figli fosse saldamente nelle mani degli uomini. La legalizzazione dell’interruzione volontaria di gravidanza e il diritto delle donne di scegliere se abortire sono conquiste recenti in alcuni Paesi nel mondo; hanno molti limiti e restrizioni, ma appena sono stati sanciti come diritti sono stati messi sotto attacco.
    L’aborto non è una realtà che si è manifestata con la legge 194: le donne hanno sempre abortito, di nascosto, schiacciate dai sensi di colpa o dalla vergogna, dalla paura di essere scoperte e andando incontro a gravissimi rischi per la salute e la vita. Anni fa ascoltai la testimonianza di una donna anziana che mi disse: “Quando ero giovane era normale che una donna abortisse anche due o tre volte nell’arco della vita, non c’erano anticoncezionali e si ricorreva all’aborto, ma di nascosto, perché c’erano troppe bocche da sfamare o non ce la facevi più a portare avanti un’altra gravidanza, oppure non eri sposata o avevi subito violenza“.
    La legge 194, come tutte le leggi che consentono l’interruzione volontaria di gravidanza, ha sottratto le donne dall’inferno della clandestinità, dal rischio di morire o di gravi conseguenze sulla salute. E’ davvero imbarazzante l’intervento di Matteo Salvini, grossolano, con contenuti inaccettabili e finalizzati solo ad attaccare le donne che abortiscono.
    Invece di dire baggianate sullo “stile di vita dei chi abortisce” o di sparare numeri a caso, si rivolga agli uomini che – non so se gliel’ha detto mamma – causano le gravidanze e la prossima volta prenda un microfono e dica: “Cari uomini, contribuite al calo degli aborti, comprate profilattici, si vendono in farmacia, metteteveli santa pace! Non è così complicato. Potreste anche sottoporvi a vasectomia o esortare le aziende farmaceutiche a mettere in vendita la pillola anticoncezionale maschile, perennemente in fase di sperimentazione: risparmierete alle compagne o alle partner occasionali una gravidanza indesiderata e un aborto”.
    .
    Viviana.
    Il povero pirla ha provato a contrattaccare negando le sue proprie parole. Ma lo tradisce il fatto che quando ci fu il Convegno reazionario di Verona con gli ultrabigotti di destra che volevano destinare le donne alla procreazione incontrollata in totale misoginia con la scusa che fare figli era meglio che lavorare, lui su quel convegno ci mise il capello sopra del Viminale.

    • Nello scritto della Sig.a VIVIANA – sempre detto senza offesa – c’è tutto il cinismo, pragmatismo, pregiudizio, arroganza e ipocrisia dell’individualismo contemporaneo, che antepone il proprio ego (“ascesso” sarebbe meglio definirlo…) e le proprie comodità, quand’anche giustificate, a quello degli altri, e – ed è questo che più conta – a ciò che gli ha permesso di esistere, cioè alla VITA STESSA! Aggiungo che, per chi non riesce a superare il limite di questa visione, inutili e vane sono tali precisazioni, non avendo che uno scotoma inguaribile per tutto ciò che riguarda tale problematica, che viene comicamente ridotta un non ben definito “ultrabigottismo di destra”, come se la cosa potesse riguardare la destra o la sinistra, il centro, il sotto o il sopra, invece che il “dentro”…

      • «non avendo che uno scotoma inguaribile»

        Senti, scotoma, se per te gli embrioni sono sacri è un problema tuo.
        In italia l’interruzione volontaria di gravidanza è legale, punto.
        A te e ad altri questo non piace, lo trovo legittimo. Ma le leggi si applicano anche se qualcuno le contesta, altrimenti è inutile farle.

        Solo in italia si continua a discutere di aborto.
        A quando un bel dibbattito sul diritto di voto alle donne? Oppure se sia giusto o meno consentire agli ebrei di frequentare scuole e università pubbliche.

      • @LORENZO (THE MAGNIFICENT) Per me invece le cose stanno esattamente così: “In itaGlia l’interruzione volontaria di gravidanza è legale, DUE PUNTI…”.
        Porta pazienza, adesso non ti arrabbiare…
        PS: “A quando un bel dibbattito [sic!] sul diritto di voto alle donne?”: potrebbe senz’altro essere un’idea affatto non peregrina: terremo senz’altro in considerazione il suggerimento…

      • bene, non devi fare altro che segnalarlo a salvini.
        Già che ci siamo, potremmo anche reintrodurre la schiavitù, che ne dici?

      • Nel caso non ti fossi accorto che la schiavitù non è mai stata abolita – anzi, mai ci furono nel passato più schiavi di oggi – sarebbe comunque un’ottima idea: quelli come te si farebbero star zitti senza tante storie, per il beneficio della comunità tutta! Parleresti solo quando lo dice il padrone, senza la possibilità di accedere agli “sfogatoi” che i padroni attuali concedono agli schiavetti moderni come te, perché si scannino tra loro e possano arrivare sfiancati al momento fatidico, quando la bocca potrebbe anche essere giustificato la aprissero! Buona “guerra dei bottoni” a tutti voi… PS: il fatto che tu sia ancora qui a cianciare di Salvini, la dice molto lunga su quello che avresti la pretesa di aver capito di quello scritto finora: porello!

  6. Voglio precisare che scrivo a sinistra o a destra senza un motivo specifico.
    Non rispondo agli autori dei pezzi perché non penso che leggano i commenti e si interessino a tutti i forum dove vengono pubblicati gli articoli destinati alle varie testate.
    Non rispondo quasi mai ai commenti, se lo faccio indico il nick, con o senza @.
    Quindi, metto giù delle idee che se qualcuno ha la cortesia di leggere tanto meglio, altrimenti me ne faccio una ragione.
    Scrivere è terapeutico, lo faccio da sempre e spero di continuare a farlo.
    Detto ciò, nel merito, mi pare via sia poco da aggiungere a quanto già detto anche da Ruggine e da Gatto.
    Ca va sans dire, che l’aborto è più che legittimo nei casi di violenza, stupro, l’abominio dell’abuso sessuale nell’ambito familiare, ecc. ecc.
    Sulla prostituzione, oserei mettere dei distinguo. Non è dato sapere quante persone sono realmente costrette ad intraprendere quest’attività e quante lo
    facciano per scelta individuale e spontanea.
    In questo caso vale la regola della precauzione intelligente, esattamente come la precauzione dalle malattie trasmissibili per via sessuale.
    Poi è del tutto ovvio che ogni caso è particolare e fa “giurisprudenza”, tanto per dire.
    Concludo dicendo che la polemica con Salvini mi interessa punto. La materia è troppo importante e delicata per farne strumento di propaganda politica.
    Come ha detto F.Battiato,a volte abitare all’ultimo piano è un bene perché si evita di mischiarsi con quelli rasoterra.
    La Politica dei tempi che viviamo ha sforato il rasoterra. È addirittura underground, ovviamente nel senso detetiore del termine.

    • Senza polemica: “Concludo dicendo che la polemica con Salvini mi interessa PUNTO.”. Anche se PUNTO fosse inteso come “stop” e non come avverbio sinonimo di “affatto” (che vuol dire “assolutamente”, “del tutto”), detta così significa che la polemica con Salvini ti interessa: è questo che intendevi dire?

    • “Ca va sans dire, che l’aborto è più che legittimo nei casi di violenza, stupro, l’abominio dell’abuso sessuale nell’ambito familiare, ecc. ecc.(cit.)”.
      Già avrei accennato indirettamente al problema, nella risposta al commento di RUGGINE del 19 Feb 2020 alle 07:05 .
      L’argomento è diventato di una complessità, meglio: complicazione tale da risultare impossibile dirimerlo in poche righe – la sua risoluzione, in tempi NORMALI, era di una semplicità palmare –, soprattutto in un forum, luogo affatto inappropriato per discussioni di questo tipo, ma perlomeno, non sarà certo inutile puntualizzare per sommi capi.
      In questi casi, l’aborto è più che legittimo solo se si fanno assurgere al rango di Leggi queste “normette” moralistiche del vivere comune.
      In realtà, in casi come questi è CAPIBILE e financo GIUSTIFICABILE, ma giammai LEGITTIMO! Diventa curioso dire ciò che sto per dire ad uno col tuo nickname, ma le colpe dei padri non possono ricadere sui figli che per mano della NEMESI e non per quella dei padri stessi, altrimenti, il peccato di hybris, lungi dall’essere riscattato, viene perpetrato e ingigantito! E mi fermo qui…

  7. @Gatto.

    Credo che persone di media levatura possano ammettere di avere esagerato, io lo faccio volentieri.
    La sterile ed inutile diatriba è durata sin troppo, resetto e ricomincio.
    Spero che tu voglia fare parimenti, me lo auguro sinceramente.

    P.S. Detto tra noi, non credo che tu svolga quella professione, peraltro rispettabilissima.
    Lo dico senza alcun giudizio di valore o meno. Per la serie, sbagliare per la seconda volta ma non credo.
    È solo una sensazione😁😄

    • E invece sbagli per la seconda volta 😁😄: io svolgo proprio quel (dignitoso) lavoro! Ricominciamoooo😁😄

  8. a salvini dell’aborto non gliene frega niente. Così come non gliene fega niente a trump.
    Purtroppo però, per avere i voti di 4 fanatici convinti che gli embrioni siano sacri, si iscrivono al partito dei “difensori della vita”.

    Sull’aborto c’è molta ignoranza (basta ascoltare la meloni o gasparri) ma anche molta disinformazione. La questione non è solo la libertà di una donna di scegliere, ma che questa scelta debba avvenire in un contesto nel quale non deve fornire alcuna giustificazione.

    • In effetti, vedendo certi risultati pensare che gli embrioni siano “sacri” (ma che vorrà mai dire?) bisogna averne di coraggio!

      • Gatto, io lascerei perdere, si può ragionare con uno che non ha capito una fava di quanto scritto?
        Non è un consiglio, non ne hai bisogno, ho solo l’impressione che il tizio scriva per provocare.
        Puro stile da forum, deja vu!

      • lo devi chiedere ai cosiddetti “movimenti pro-life”, gli stessi secondo i quali eluana englaro è stata uccisa.
        Oppure a gasparri e la meloni.

  9. Mi sono dimenticato di rispondere sul tema della legittimità.
    Intendevo dire che anche se non ci fosse una legge che regola l’aborto, per quei casi enumerati sarebbe necessario ed a mio avviso, più che giustificato.
    Però la legge esiste e chi vuole adotta questa pratica, non volendo prendere precauzioni prima.
    Vale sempre il discorso sulla libertà dell’individuo in generale.
    Siamo veramente sicuri che si può essere liberi di fare tutto quello che si vuole?
    Siamo veramente sicuri che l’etica entri nelle nostre vite solo per quello che ci conviene od interessa?
    Sulla materia quanto si è dissertato senza mai venirne a capo e quanto ancora si dissertera’?
    Millenni di idee, opinioni ed anche molta fuffa, quella non manca mai.
    Di una cosa sono certo, questa è l’epoca più materialistica ed edonistica della storia dell’uomo.
    C’è toccato vivere ora, pazienza!

  10. L’aborto, come il divorzio e il diritto di famiglia, è una legge dello Stato da tanti anni. Salvini può tornare a pregare con il tuo santo rossrio. E a ringraziare chi, prima di lui, ha concesso una emancipazione di cui lui (uomo) ha largamente beneficiato, viste le sue vicende familiari e amorose.

    • La legge non è in discussione, la dissertazione era sull’etica e la morale di questa pratica.
      Il divorzio c’entra ancor meno e mi sembra che nessuno ne abbia fatto menzione.
      Ancor meno interessa tirare in ballo Salvini, che per alcuni costituisce una vera ossessione.
      Fortunatamente, anche in questo consesso vi è qualche utente che riesce a non essere vittima della suddetta fobia.
      Pochi, ma buoni!

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