Cronaca/Interno/Marco Travaglio/Politica

Panzanavirus

(pressreader.com) – di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano – Chi, fra qualche anno, farà l’inventario dei danni inferti a questo povero Paese dai due Matteo si domanderà come sia stato possibile che negli anni 10 del Secondo millennio due mitomani di quel calibro godessero di tanto spazio e credito non fra gli psichiatri, ma nell’establishment, dunque nei media, quindi fra gli elettori.

Oggi pare impossibile, ma fino a due anni fa un caso umano come il Matteo minor che sta rottamando il suo governo a maggior gloria del Matteo maior dettava la linea a tutte le élite imprenditoriali, finanziarie, giudiziarie, politiche ed editoriali. Pronte a tutto pur di compiacerlo, anche a trasformare i suoi peti in Chanel n. 5.

Il caso Consip, che il Fatto racconta fin dal primo giorno, è il perfetto paradigma di questo monumentale tradimento della verità e della decenza. Come sa chi ci legge e non sa chi legge certi giornaloni, il gip romano Gaspare Sturzo ha appena demolito le non-indagini della Procura di Roma per aver salvato dai guai Tiziano Renzi, Verdini e altri a colpi di errori e omissioni mentre indagava su chi aveva osato scoprire lo scandalo: dal pm Woodcock (con l’amica Sciarelli) al capitano Scafarto. Noi quelle nebbie e quelle sabbie le abbiamo raccontate giorno per giorno, mentre giornali e tv fabbricavano il dogma dell’Immacolato Pignatone e la leggenda del Santo Rottamatore.

L’11 aprile 2017 si scoprì che Scafarto, nell’informativa su migliaia di intercettazioni, aveva invertito i nomi di Bocchino e Romeo (riportandoli correttamente nelle trascrizioni allegate) e fu indagato per falso e cacciato dall’Arma, Renzi gridò al complotto contro il su babbo. A Tg3 Lineanotte un Maurizio M’annoi insolitamente vispo trillò: “Colpo di scena! Tiziano Renzi non c’entra!”. Poi riportò come oracolo il commento di San Matteo Martire: “Mio padre ha pianto, Grillo vergognati” (così, a cazzo). Francesco Verderami del Corriere si unì al festino: “C’è un giudice a Roma: il procuratore Pignatone!” (che poi era il pm). Umberto De Giovannangeli della fu Unità denunciò i “corpi dello Stato manipolatori”, roba da “Repubblica delle banane”, ergo aboliamo la cronaca giudiziaria (“basta pubblicare i brogliacci delle Procure”). Repubblica titolò in prima pagina: “Due carte truccate”, “Finti 007 e intercettazioni: così hanno manipolato le carte per coinvolgere Palazzo Chigi”. E sentenziò a firma Carlo Bonini: “Sembra una faccenda uscita dalla sentina dei giorni peggiori della storia repubblicana”. Un carabiniere che inverte due nomi paragonato al Piano Solo, al golpe Borghese, alla strategia della tensione, alle stragi di Stato, alla P2, forse al caso Moro.

Con i verbi all’indicativo: Scafarto “ha costruito consapevolmente due falsi” per incastrare i Renzis e “alimentare una campagna di stampa” con una “velenosa polpetta propinata a due Procure e al Fatto ‘in esclusiva’”. Il 15 settembre 2017 il Giornalone Unico sparò in prima che la pm di Modena, Lucia Musti, aveva lanciato al Csm accuse gravissime a Scafarto e al suo ex comandante Sergio De Caprio (il capitano “Ultimo”). Corriere: “La pm accusa i carabinieri del caso Consip: erano degli esagitati, puntavano a Renzi”. Repubblica: “Scafarto e Ultimo mi dissero: vogliamo arrivare a Renzi”. Messaggero: “Scafarto al pm: ‘arriveremo al segretario Pd’”. Secondo Repubblica, la Musti attribuiva a De Caprio e Scafarto la seguente frase (a più bocche, come Qui, Quo e Qua): “Dottoressa, lei se vuole ha una bomba in mano. Lei può farla esplodere. Scoppierà un casino. Arriviamo a Renzi”.

Renzi tuonò: “Lo scandalo Consip è nato per colpire me, ma colpirà chi ha falsificato le prove contro il premier. Io so bene chi è il mandante. Ma voglio che siano le istituzioni a fare chiarezza”. Orfini rincarò: “Watergate italiano, eversione, attacco alla democrazia”. Zanda, Fassino e Nencini: “Complotto”. Repubblica titolò in prima: “Caso Consip, manovre e veleni. Renzi: creato solo per colpirmi”. Il direttore, nell’incredibile editoriale “La democrazia anormale”, riuscì a infilare tutto l’armamentario berlusconiano anti-giudici: “Sconvolgente manipolazione delle carte giudiziarie” per “affondare” e “disarcionare un primo ministro” cioè Renzi (che si era già affondato e disarcionato da sé, col referendum del 4 dicembre 2016 e le dimissioni da premier, due settimane prima dello scoop del Fatto e del successivo errore del capitano); “pezzi di apparati che, come troppe volte nella storia d’Italia, agiscono in modo deviato ed eversivo”; “metodo a strascico… con intercettazioni telefoniche e ambientali”; e naturalmente giustizia a orologeria nel “dicembre 2016, un mese politicamente decisivo per il Paese… Perché la ‘bomba’ scoppi, il Fatto avvisa della tempesta”. Poi la Musti smentì di aver mai detto quelle cose al Csm: la “bomba” di cui le parlò Ultimo, presente Scafarto, non era il caso Consip, ma l’inchiesta sulla coop rossa Cpl Concordia. Il nuovo Piano Solo era un Piano Sòla. Il nuovo Watergate, un Waterclosed. E la bomba un’autobomba del Bomba e dei suoi manutengoli a mezzo stampa. Risultato: Scafarto prosciolto da ogni accusa e reintegrato nell’Arma; Woodcock e Sciarelli archiviati; archiviazione di babbo Renzi e Romeo respinta dal gip, che ordina alla Procura di fare quel che non ha fatto in due anni, cioè indagare su entrambi e pure su Verdini.

E i giornaloni? Sopire e troncare. Nemmeno una riga in prima pagina, per carità. Il Corriere si salva con mezza pag. 21. Il Messaggero fa un bassetto a pag. 12. La Stampa un trafiletto a pag. 8. E ora pronti col microscopio elettronico per Repubblica: una breve di 17 righe a pag. 25, senza il nome di Renzi sr., accanto a notizioni tipo “Carpi, pietre contro il treno e selfie sui binari: denunciato 14enne”.

A proposito: com’era quella storia sulle fake news di Putin?

28 thoughts on “Panzanavirus

  1. travaglio è proprio ganzo quando dice tra qualche anno ci ricorderemo…ripenseremo a chi era presidente…tra qualche anno.
    Tra qualche anno, caro Travaglio, faranno un’altra via intitolata a quel farabutto di craxi. Tra qualche anno.

  2. Ma che paese siamo?….repubblica 20 anni di prime pagine con le famose 10 domande,l’indignazione per il conflitto d’interessi,le prescrizioni avute da B,contro la riforma del presidenzialismo ..ecc ecc……tutto dimenticato…che schifo!!!

      • Ma Scalfari a Repubblica non ha più potere decisionale. Quelli che “dirigono” sono, ovviamente il direttore (tale Cardo Verdelli, già noto per la sua assoluta inconsistenza e incapacità in RAI), ma soprattutto Ezio Mauro, che fino a pochissimi mesi fa era un renziano di ferro (anche se lui negava) e, secondo me, lo è anche adesso (basta leggere i suoi noiosissimi e lunghissimi editoriali, in cui per ogni critica a Renzi ne scrive almeno 4 a Conte e ai 5 stelle).

      • @STEFANO CALCIOARI
        Il direttore di Repubblica a cavallo del 2016/17 era Calabresi, poi trombato per far posto all’attuale Verdelli.
        Era l’epoca dei taglia & Incolla di Carlo Bonini contro la Raggi e Di Maio e dello stesso Calabresi querelato da codest’ultimo per una serie di calunnie.
        A proposito, com’è poi andata a finire quella querela?
        E oggi i De Benedetti sono usciti dal gruppo, divenuto propaggine editoriale della famiglia Agnelli.

      • Già allora Scalfari aveva ormai solo in mente gli Illuministi, Montesquieu e se stesso. Il bigamo.

  3. A Travaglio, la società civile deve tantissimo. Senza questo talentuoso e geniale giornalista, saremmo oggi a combattere tra un Fassino, un Renzi, un Orfini, uno Schifani, una Bernini, un Gasparri, un Salvini, ecc., senza soluzione di continuità.
    Non solo alla canna del gas ma pure con una bolletta del metano spaventosa da saldare…

  4. ma l’ordine dei giornalisti dorme…? nessun provvedimento amministrativo nei confronti dei falsificatori al guinzaglio dei padroni…?
    ma com’é possibile. in che paese disonesto é costretta a (soprav)vivere la parte onesta della nazione…?

    • Certo che dorme. Da chi è composto l’Ordine: da idraulici o da giornalisti? Si ricorda quando la sig.ra Boldrini disse che qualunque cosa fosse stata fatta durante il ventennio era uno schifo? Ma crede davvero che un Ordine creato dal regime possa essere una cosa valida? Dunque, a ragionissima, molto migliori gli idraulici.

  5. E quando questi Soloni di Repubblica e del Corriere appaiono riveriti e falsamente solenni negli insopportabili talk shows, tutti a battere le mani a comando, specie se danno contro i 5S, colpevoli di tutto e di più

  6. Quando vedo come funzionala stampa in Europa, vedi es. il Guardian o lo svenska blandet e guardo al nostro giornalismo penso a quella che Croce chiamava cupidigia di servilismo e mi metto mano ai capelli ! ma è possibile che sono tutti proni al genio di Rignano ?

    • Ma dai! Il “genio di Rignano” non è altro che un burattino che balla agli ordini degli stessi che fanno ballare i peripatetici e le meretrici di TV e giornaloni.
      Non penserai che sia quel bel tomo a condurre le danze, vero?

  7. Dott. Marco lei non cita la ciliegina:e è stato querelato da renzi minor e un giudice le ha dato torto, credo abbia pagato € 40000 sull’unghia in primo grado tanto che il suddetto si vanto’ e tutti ma proprio tutti i mass media ripresero per deridere Lei! Viva gli italiani

  8. Non so se è la qualità degli articoli che chiama in causa il meglio, ma leggendo tutti i commenti di questi giorni, su molti articoli di infosannio, vorrei fare a tutti voi che non conosco i complimenti per ciò che scrivete, notevolissimi

  9. Travaglio deve essere strabico: E i giornaloni, si chiede?
    Ecco:
    (Giacomo Amadori – la Verità) – L’ ordinanza del gip Gaspare Sturzo, tra le molte sorprese, ci restituisce un’ immagine fiammeggiante di Tiziano Renzi, dopo che la Procura di Roma aveva provato a rivendercelo come un mesto pensionato turlupinato dall’ amico millantatore Carlo Russo. Ora dalle carte riemerge il babbo che conoscevamo, un lobbista con l’ argento vivo addosso….

    • La Verità è quindicesimo in Italia per tiratura, non vedo come si possa definire un “giornalone”, come non lo è neppure il Fatto Quotidiano (quattordicesimo).
      Inoltre il termine, più che indicare la dimensione della testata, è usato soprattutto nella sua accezione negativa, diretta a mettere all’indice i giornali la cui linea editoriale, essendo gli stessi posseduti o controllati dai soliti ben noti gruppi di potere, ne è fatalmente influenzata.
      La Verità, invece, è un giornale indipendente, come lo è anche il Fatto Quotidiano.

      • Era solo per far saper che il Travaglio e il Fatto non sono il VERBO !
        …e poi basta con sti articoli con date, ore, giorni precisini che non sono altro che le veline passate da certe procure compiacenti. Son mesi che ce la mena!
        A me interesserebbe sapere perchè il “Matteo minor dettava la linea a tutte le élite imprenditoriali, finanziarie, giudiziarie, politiche ed editoriali. Pronte a tutto pur di compiacerlo, anche a trasformare i suoi peti in Chanel n. 5. ” e adesso le “élite giudiziarie” gli stanno come mosce sulle vacche… Perchè il dottor Travaglio lo ha implorato per formare il governo burla giallorosso e adesso lo vede come fumo negli occhi?
        Perchè non me lo sa dire il dottor Travaglio ?

      • Travaglio non è affatto il verbo, è semplicemente un giornalista normale, sembra un gigante, in Italia, solo perchè è uno dei pochi davvero liberi, in un paese dove la stragrande maggioranza dei giornalisti professionisti si sono ormai assuefatti nel fare l’interesse del padrone o padroncino di turno invece di quello del lettore, come deontologia professionale vorrebbe; in qualunque altro Paese Occidentale sarebbe uno buono come tanti altri, ognuno con la sua diversità di vedute (cioè il sale della democrazia). Non a caso, siamo (e pure da decenni) sempre il fanalino di coda del mondo civilizzato, nelle classifiche riguardanti la libertà di stampa.

        Io non mi ricordo di particolari endorsement di Travaglio nei confronti di Renzi per formare il governo Conte-2, anche perchè, come entità politica e sè stante, ancora non esisteva, al massimo nei confronti di Zingaretti, che era l’unico ad avere titolo per trattare coi 5stelle, in quanto segretario del Pd.
        Renzi, se non ricordo male, faceva ancora il senatore semplice, ed era tutto preso a far sapere che non stava affatto lavorando alla creazione di un nuovo partito.
        Se ti risulta diversamente, cita almeno una fonte dove si possa leggere Travaglio che implora Renzi di fare il governo coi 5stelle, semprechè un link con uno straccio di fonte non sia, a tua avviso, troppo “da precisini”.

        Non mi risulta nemmeno che le “èlite giudiziarie”, qualsiasi cosa siano (immagino tu intenda con ciò la magistratura) gli stiano così col fiato sul collo, semmai ai suoi genitori, ma i motivi appaiono più che fondati e niente affatto pretestuosi (versione invece sostenuta dai famosi “giornaloni”, segnatamente Corriere-Repubblica-Stampa-Messaggero), come riconosciuto anche dalla Verità, che tu stesso hai citato. Comunque, la responsabilità penale è personale, se Tiziano Renzi e Laura Bovoli dovessero venire condannati per false fatturazioni e/o bancarotta fraudolenta, Matteo Renzi non ne sarebbe penalmente danneggiato (avrei dei dubbi anche su eventuali danni d’immagine, difficile che si possa sputtanare più di quanto già non sia).

        Infine, se pensi che te la meni troppo, puoi sempre non leggerlo: prova, funziona.

  10. Stupendo Travaglio, lei mi fa scompisciare dalle risate per il calzantissimo sarcasmo sulla melma militante nelle varie “gloriose” redazioni della stampa italiana. Naturalmente la tv non è stata da meno ed ha sguazzato anch’essa nella stessa fetida melma.

  11. Aggiungo anche se da una parte rido, dall’altra mi viene una profonda rabbia mista a tristezza nel pensare a quali comportamenti parziali possano arrivare alcuni organi dello Stato ed a quale livello infimo è ridotta certa stampa di questo paese.
    Comunque, ringrazio sempre il cielo che in giro ci siano Persone come lei.

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