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Questo Stato non combatte lo spaccio delle droghe! Lo favorisce!

(Stefano Rossi) – Oggi leggevo che il ministro dell’Interno Lamorgese, in accordo con il ministro della Giustizia Bonafede,  vorrebbe porre fine ad una ignominiosa questione. Le forze dell’ordine sono sfiduciate in quanto tutti gli spacciatori che arrestano la sera il giorno dopo tornano a spacciare. Il motivo è semplice. L’art. 73, del Testo Unico sugli stupefacenti consente la sospensione condizionale della pena con pene alternative come quelle di pubblica utilità e pene più lievi in caso di “ modica quantità”.

Per un cittadino che non conosce che cosa significhi “modica” per un giudice, bisognerebbe fare uno stage tutto a parte. E’ sufficiente sapere che se io, bastardo spacciatore senza alcun rispetto per la salute altrui, da pochi grammi di cocaina ci aggiungo gesso e altre sostanze nocive, anche l’amianto, ma se vengo fermato rischio pochissimo. Mi salva il c.d. principio attivo. Il mio avvocato chiederà di fare un’analisi sul miscuglio nocivo. Se la percentuale di cocaina è basso (per esempio il 20% dell’intruglio) non risponderò di spaccio del 100% della sostanza che pur intendevo spacciare e spaccerò appena uscirò dalla galera, se mai ci finirò. Sarà imputato solo per quel 20% di principio attivo. E se mi son tenuto basso con la “modica quantità” mi salvo con pochissimi anni di carcere. Se poi sono incensurato non ci andrò nemmeno per una notte. In poche parole, la legge, mi obbliga a tagliare la droga pura il più possibile in quanto mi consente di vendere più materiale infido e tenermi basso con il principio attivo così rischio pochissimo.
Più guadagno e meno rischio. Con altissimo pericolo per il consumatore. Ma allo Stato, e ai giudici, dell’assuntore non gliene frega proprio nulla! I ministri vogliono in galera gli spacciatori seriali pur in presenza della modica quantità?? Mi viene da ridere! Metti che uno spacciatore venga fermato con circa 2500 dosi di marijuana, 1000 dosi di hashish e 30 dosi di cocaina (queste ultime, però, già suddivise in 56 dosi sigillate). Il tutto con cinque bilancini di precisione, una spillatrice e mille pellicole trasparenti a chiusura ermetica, all’interno della sua automobile.
Quanti anni di carcere possa prendere? Con il rito abbreviato QUATTRO ANNI D CARCERE! Quattro! Poi con la buona condotta alla fine uscirà con TRE ANNI DI DETENZIONE!!!!! Se consideriamo il guadagno, conviene alzarsi tutte le mattine presto per andare a lavorare da buon cittadino per uno stipendio da fame o conviene mettersi in proprio e spacciare la droga? Mi riferisco ai fatti che hanno portato alla sentenza della Cass., Sez. Un., del 27 settembre 2018 (dep. 9 novembre 2018), n. 51063.
Orbene, oltre alla cocaina veniva trovata della droga “leggera” e “giustamente” si chiedeva se il principio di “lieve entità” possa valere anche quando la droga leggera viene trovata insieme ad un quantitativo di droga, come dire, “pesante”. E il bello che si sono spese le Sezioni Unite. Poi dicono che ci sono troppi processi!!! Effettivamente c’erano due posizioni giurisprudenziali opposti.
Da una parte coloro che ritenevano che, proprio la presenza di più sostanze stupefacenti eterogenee, dimostrava la pericolosità sociale dell’imputato, non potrebbe mai beneficiare del trattamento di favore di cui all’art. 73, comma 5, T.U. stup. (pene più lievi). Poi si è formato, negli ultimi tempi, guarda caso quando è dilagato di nuovo lo spaccio, un orientamento opposto, più favorevole agli spacciatori. Comunque per applicare la norma più favorevole bisogna valutare il caso concreto in base a tutte le circostanze individuate.
Nel 2019, le Sezioni Unite hanno confermato questo secondo orientamento (naturalmente più favorevole agli spacciatori). In pratica, se lo spacciatore viene trovato con un piccolo quantitativo di droga pesante e con un grosso quantitativo di droga leggera, non importa se prima dell’arresto aveva venduto solo droga pesante, si può applicare la norma più favorevole che prevede la “lieve entità”. Poi è stato risolto un’altra questione dalla medesima sentenza. Sotto la vigenza della legge Fini-Giovanardi non si faceva distinzione tra droghe leggere e pesanti. E le pene erano più severe. Ci ha pensato la Corte costituzionale a rendere inefficace questo principio che, se discutibile sul piano chimico, era ineccepibile sul piano politico e pubblico se vuoi combattere lo spaccio. Oggi, invece, conta molto la differenza qualitativa dell’effetto drogante. Senza entrare nel merito, quando si viene colti in possesso di varie droghe, leggere e pesanti, non si può più considerare UNICO il reato bensì si deve considerare IL CONCORSO di più fatti delittuosi TRA LORO DIVERSI ma il risultato è nella mitigazione delle pene.
Per carità, non entro nel merito e nei singoli istituti penali, non è questa la sede, mi limito a constatare che c’è una folla oceanica che si dichiara GARANTISTA e che considera MANETTARI quelli che invocano una giustizia più celere e più severa. La domanda, ora, si pone in termini meno provocatori: “ Conviene alzarsi tutte le mattine per andare a lavorare o fare lo spacciatore?

3 thoughts on “Questo Stato non combatte lo spaccio delle droghe! Lo favorisce!

  1. ma di che ci si lamenta….!
    in fondo il paese é stato governato, negli ultimi 30 anni da gente che pagava la mafia, che con la mafia trattava, primi ministri che tenevano mafiosi in casa a fare lo stalliere…!
    insomma non ci si può lamentare se sono garantisti coi “delinquenti naturali” (tipo quelli che evadono milioni di euri…) e non gli frega niente delle vittime, cioè la parte onesta del paese…!!

  2. Parola più, parola meno, la sostanza del discorso la condivido. E temo che le cose non cambieranno più di tanto anche per il futuro prossimo, perchè a troppa gente, in alto e in basso della scala sociale, piace così, perchè è “tossicodipendente”, in senso letterale e ideologico.

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