Cronaca/Editoriali/Interno/Politica

Una società malata vittima e carnefice di se stessa

(Dott. Paolo Caruso) – Da medico comprendo oltre che condivido le voci accorate dei colleghi e del personale sanitario esposto in prima fila a contatto quotidianamente con una utenza sofferente e arrabbiata, e nello stesso vittime entrambi di un servizio sanitario deficitario con organici sempre più ridotti e con una politica a livello regionale spesso latitante e senza alcuna prospettiva per il prossimo futuro. Del resto basta guardarsi intorno per constatare con amarezza il degrado del servizio sanitario pubblico e la precarietà degli ospedali specialmente nel profondo sud del paese; questo è il quadro deludente dell’operato dei politici che si sono susseguiti nel corso degli anni associato a evidenti responsabilità anche da parte dei cittadini che si accorgono di tali storture solo quando diventano utenti. La presenza di esseri immondi che utilizzano solo la violenza per soddisfare la loro bestialità e aggrediscono con regolarità medici, personale sanitario, e per altro verso, nel mondo della scuola, anche gli insegnanti, dovrebbero farci riflettere sui veri mali di questa società e in che misura siamo corresponsabili. Certo per debellare tali comportamenti violenti sempre più diffusi, oltre all’introduzione della educazione civica nelle scuole, ci vuole un intervento capillare di prevenzione e se necessario di repressione da parte degli organi di polizia  mentre da parte della magistratura condanne con pene severe e certe magari con reali affidamenti ai servizi sociali e di pubblica utilità. Ora finalmente grazie alla legge contro le aggressioni, che concede a tutte le figure sanitarie e socio sanitarie compresi i volontari che operano in sanità, i vantaggi e le tutele del pubblico ufficiale, si sta per arrivare ad un inasprimento delle pene per chi commette atti di violenza ai danni di medici e personale sanitario attivando anche  la procedibilità d’ufficio.

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