Cronaca/Interno/Politica

Renzi ricomincia a giocare: “Noi via dal governo al 90%”

Giallorosa – L’ex premier andrà a Palazzo Chigi per incontrare Conte Poi però fa sapere le sue condizioni e rivela: “Alla fine usciremo dalla maggioranza”.

 

(di Wanda Marra – Il Fatto Quotidiano) – Nella versione by “Matteo” di ieri mattina, il suo conflitto con Giuseppe Conte diventa “una telenovela”. L’ex premier riappare in mattinata durante una conferenza stampa sul suo roboante “piano shock”, convocata in pompa magna in Senato. L’abito è ancora scuro, la cravatta rossa. Il premier, viceversa, viene ripreso dalle telecamere a Bruxelles.

Partecipa a un complicatissimo Consiglio sul bilancio pluriennale europeo (che promette di chiudersi senza un accordo tra i 27), ma le domande sono quasi tutte su quel che succede in Italia. Il primo attacca, ostenta insofferenza, provoca, rilancia. L’altro, viceversa, mostra indifferenza, sminuisce, arrotonda, cerca di comunicare superiorità, pure se sono giorni che non ne può più.
“Alla fine usciremo dal governo. Ve lo do al 90%”.

Parlando con gli amici, Matteo Renzi la mette così. Un messaggio che va fatto arrivare al premier, per ribadire che lui fa sul serio. Quando? Non è chiaro. Ma il prossimo passo tattico è chiaro: l’ex premier andrà a Palazzo Chigi a incontrare Giuseppe Conte. Un incontro ad alto rischio emotivo: è la prima volta che ci torna, dopo le sue dimissioni. E lì gli porterà le sue richieste politiche. Che già sa essere irricevibili per il presidente del Consiglio: giustizia, sblocco dei cantieri, abolizione del reddito di cittadinanza, riforma costituzionale per il sindaco d’Italia. Tutti punti che ribadisce nell’e-news del pomeriggio. Nella quale ribadisce: “Non stiamo al governo a tutti i costi, ma solo se possiamo fare cose giuste”.

Dopo l’ennesimo penultimatum lanciato nello studio di Bruno Vespa mercoledì sera, Renzi prova a recapitare a Conte un altro avvertimento. L’ennesimo tentativo di pesare e di contare, dopo che la proposta di fare un governo per le riforme costituzionali è caduta nel vuoto. Arriverà fino in fondo? Vedendo come si è mosso negli ultimi anni, a costo di dilapidare rapidamente un capitale politico all’epoca imponente, c’è da scommettere di sì. Il rischio irrilevanza per lui vale l’azzardo.

Ma va anche detto che una trattativa sotterranea per tenerlo dentro il gioco c’è ancora, portata avanti soprattutto dai governisti del Pd, che fanno capo a Dario Franceschini. Il primo elemento è la legge elettorale: l’idea è di offrire all’ex premier lo sbarramento al 4%. Il secondo elemento riguarda le nomine: ma Renzi non vuol essere trattato come un partner minore, Conte non vuole sovrastimarlo.

Sembrava una giornata all’insegna della pacificazione. In conferenza stampa in mattinata, Renzi aveva annunciato l’incontro in programma con il premier. Era stato lo stesso Conte, mercoledì, a mandargli un messaggio dopo il suo intervento in Senato. “Vediamoci”, aveva risposto lui. La risposta del premier alle mosse di Renzi arriva ieri pomeriggio. All’orizzonte si profila un voto in Parlamento: sarà lì che si vedrà se ci sono i Responsabili e quanti di Iv sono fedeli al loro leader. “Renzi?
Sicuramente ci vedremo. Le mie porte sono sempre aperte”. Ma poi, tranchant: “Il sindaco d’Italia? Mi attengo alle posizioni ufficiali. I delegati di Italia viva hanno presentato una proposta di legge elettorale proporzionale. Se ci sono altre iniziative estemporanee non entro nel merito”.

Conte difende Bonafede e prova di nuovo una (mezza) smentita dell’operazione Responsabili: “Sarebbe assolutamente improprio che mi cercassi altre maggioranze”. E annuncia: “Dopo il confronto in maggioranza, farò una comunicazione in Parlamento”.

L’idea è quella di chiedere la fiducia, di scoprire il gioco (suo e del suo sfidante quotidiano) in quella sede. Intanto, le rappresaglie dell’ex premier continuano. È assente per la fiducia alle intercettazioni (risulta “in congedo”). Mentre alla Camera Iv vota ancora con l’opposizione sul Milleproghe. Dice sì agli ordini del giorno di Enrico Costa di Forza Italia e della renziana Lucia Annibali. Entrambi chiedono di posticipare l’entrata in vigore della legge Bonafede (stop alla prescrizione dopo il primo grado) al gennaio 2021.

E Luciano Nobili a Sky Tg24 ci va giù pesante: “Le porte di Palazzo Chigi sono aperte? Certo, mica sono quelle dello studio Alpa”. Qualsiasi linea di dialogo si tenga aperta, il cannoneggiamento va oltre.

7 thoughts on “Renzi ricomincia a giocare: “Noi via dal governo al 90%”

  1. Che palle sto scriteriato! Ma faccia il pagliaccio quanto vuole, ma basta! Non si deve andar dietro ai capricci di questo megalomane impazzito. Conte tenga duro, e se la legislatura deve finire per colpa di questo imbecille e dei suoi lacchè stolidi, va bene. Ma basta!

  2. scusate. ma qualcuno sa dirmi che lavoro faceva prima di entrare in politica luciano nobili…?
    ma ci pensate a quanti danni ha fatto il pd-l nel far entrare nel partito, candidare ed eleggere in parlamento personaggi che non troverebbero un posto neanche come lustra scarpe…???

    • Non era mica un attore lui? Anche abbastanza bravino…ha interpretato, tra gli altri, “Palla di lardo” in Full Metal Jacket.

  3. Tommaso Merlo: “L’Italia ostaggio dell’ego di Renzi”

    Renzi è politicamente deceduto tempo fa. Quello che pianta cagnara in questi giorni è solo il suo insolente ego che non si vuole rassegnare. L’ego di un politico fallito e di un uomo intriso di rancore. Altro che fake news, altro che barbari populisti. Se gli italiani lo detestano e se il suo partitino Italia Viva non è neanche nato, è semplicemente perché i cittadini hanno visto all’opera il signor Renzi. Lo hanno conosciuto come persona. Lo hanno osservato come politico. E dopo qualche anno ne hanno tratto le conclusioni ritenendolo un inaffidabile ed invotabile cialtrone. Punto e a capo. È la meritocrazia baby. Già, nei casi estremi funziona anche in politica e perfino in Italia. La penosa cagnara di questi giorni non fa altro che confermare la corretta opinione che gli italiani si son fatti di Renzi. Sia come uomo che come politico. Dopo essere emerso come “grande innovatore” della politica, Renzi sta mettendo in scena il peggio della vecchia partitocrazia. Un partitino personale nato nel palazzo che senza voti e senza senso ricatta la maggioranza e tiene ostaggio un paese intero. E lo fa solo a fini egoistici. Davvero inaccettabile. L’Italia è in difficoltà, lo scenario internazionale è grigio, questo governo ha una lista di riforme importanti e urgenti per i cittadini, Salvini attende famelico dietro l’angolo ed invece di correre e fare, l’Italia è ostaggio dei deliri egoici di un politicante fallito e dei quattro inservienti che gli danno ancora retta. Davvero insopportabile. L’ego di Renzi è talmente fuori controllo da minacciare perfino di far saltare un governo che lui stesso ha contribuito a formare solo qualche mese fa. E di farlo su cavilli incomprensibili. Prima partecipa ad un fronte anti Salvini, poi gli consegna il paese su un piatto d’argento. Una follia e una dolorosa conferma. A Renzi non frega nulla di questo governo, dell’Italia e dei suoi problemi. A Renzi frega solo di se stesso. Frega solo conquistare il centro della scena ed esibirsi. La sempiterna e deleteria egopolitica italiana. Quello di Renzi non è un problema politico, ma personale. E pure a livelli patologici. Ma che la parola di Renzi non valesse nulla, si sapeva. Che fosse un incontenibile egoarca, pure. Quello che sorprende nella cagnara di questi giorni è il livello di arroganza che ha spinto Renzi a prendere di mira perfino Conte. Una persona e un politico a cui Renzi non è degno nemmeno di lucidare le scarpe. E sorprende come Renzi blateri di grandi riforme. Come se avesse perso completamente il contatto con la realtà. Come se non si rendesse conto del suo reale peso politico e di quello che gli italiani pensano di lui. Come se ignorasse le dimensioni del suo partitino pret a porter e la fase storica in corso in cui non lascerà nemmeno traccia. Certo, pretendere che Renzi abbandonasse la politica come promesso era forse troppo. Attendersi che si accontentasse di fare il “senatore semplice” come promesso pure cosi come illudersi che gli bastasse arricchirsi raccontando scempiaggini a qualche fessacchiotto col turbante. Ma che gli italiani si ritrovino ancora ostaggio del suo insolente ego è davvero inaccettabile e insopportabile.

  4. renzi è quello che è…..ed i suoi inservienti lustrascarpe sono come e peggio di lui se questo è possibile!!! mafiosi. rapinatori e ladri con i loro avvocati pagati da noi siedono in parlamento, tutti contro il popolo italiota che li ha eletti con la complicità di una stampa silente e collusa da più di un ventennio. e questi ne sono i risultati….

  5. Renzi sogna di diventare il “capo” di un nuovo centrodestra…
    Si ritroverà così al fianco di Di Battista (che vuol riportare il M5S all’alleanza con la Lega) e di Salvini!

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