Cronaca/Interno/Politica

Roberta Lombardi: “Via la Raggi da Roma e Rousseau poco trasparente…”

La leader grillina all’attacco della sindaca della capitale e del “sistema Casaleggio”

 

(ildubbio.news) – Che fosse la grillina più filo-Pd, era noto da tempo, da quando consentì  a Nicola Zingaretti di fare una giunta per la regione Lazio, ma che fosse disposta a sacrificare la sindaca di Roma, grillina anche lei, Virginia Raggi, è una novità. E così Roberta Lombardi ha fatto sapere che “il governo deve andare avanti senza Renzi, con chi ci sta a lavorare sui temi, purché si riescano a fare le cose”. Mentre a Roma dice “No a un Raggi bis e sì a un accordo tra M5S, civiche e altri partiti, Pd compreso».

«Le regole del M5S parlano di due mandati e la Raggi è arrivata alla fine del secondo. – continua Lombardi – Ora il punto è capire come far crescere i semi piantati in questa prima consiliatura 5stelle, all’interno di una macchina amministrativa che abbiamo trovato gravemente inquinata da episodi di illegalità».«Il M5S può riuscirci solo se riesce a chiamare a raccolta tutte quelle forze civiche e politiche della Capitale disposte a raccogliere questa sfida e a lavorare sui temi. Dobbiamo essere in grado di coinvolgere tutti. – prosegue Lombardi – Proprio qualche giorno fa in Regione Lazio uno dei due esponenti di Italia Viva è stato eletto alla presidenza di una commissione, quindi no vedo quale siano ipresupposti per un’uscita di Iv. Per il resto noi stiamo dialogando sui temi dall’inizio della Legislatura».

«Io non voglio sdoganare il Pd. Io voglio collaborare anche a livello regionale e comunale con tutte quelle forze politiche con cui si può costruire un programma comune. – afferma ancora Lombardi – Lo scetticismo dei colleghi 5stelle è dovuto all’esperienza pregressa quando il Pd era al Governo con Renzi premier che creò in Parlamento un clima pregiudizialmente ostile nei confronti del M5S”.

In merito alla piattaforma Rousseau, Lombardi ammette che «ci sono state diverse situazioni in cui l’utilizzo della piattaforma Rousseau non è stato neutrale. Non ci sono stati i tempi, o forse la volontà,di far sì che venissero delineati ai nostri iscritti che dovevano votare gli scenari derivanti da ognuna delle opzioni di voto proposte.- continua Lombardi – Oppure si sono verificati casi tra loro simili in cui non sempre è stato garantito per ciascuno la votazione. Così si disorientano gli iscritti ed è avvilente per le potenzialità della piattaforma. Ho parlato di questi aspetti diverse volte con Davide e sono sicura che ha recepito questa esigenza che nasce da iscritti e attivisti».

 

(Simone Canettieri – il Messaggero) – «Il governo vada avanti senza Renzi, con chi ci sta a lavorare sui temi Purché si riescano a fare le cose. A Roma? No a un Raggi bis, sì a un accordo tra M5S e civiche e altri partiti, Pd compreso». Ovvero il Pd. Così Roberta Lombardi, storica capogruppo alla Camera e ora in Regione Lazio del M5S, interviene nel dibattito di queste ore.

Lombardi, partiamo dalla Capitale. Virginia Raggi sembra sempre più decisa a tentare il bis: è pronta a sostenerla?

«Le regole del M5S parlano di due mandati e la Raggi è arrivata alla fine del secondo. Ora il punto è capire come far crescere i semi piantati in questa prima consiliatura 5stelle, all’interno di una macchina amministrativa che abbiamo trovato gravemente inquinata da episodi di illegalità».

 

Quindi senza Raggi, ma con il Pd?

«Il M5S può riuscirci solo se riesce e chiamare a raccolta tutte quelle forze civiche e politiche della Capitale disposte a raccogliere questa sfida e a lavorare sui temi. Dobbiamo essere in grado di coinvolgere tutti».

Lo strappo di Renzi potrebbe consumarsi in Regione Lazio: il M5S è pronto a garantire la maggioranza a Zingaretti?

«Proprio qualche giorno fa in Regione Lazio uno dei due esponenti di Italia Viva è stato eletto alla presidenza di una commissione, quindi non vedo quale siano i presupposti per un’uscita di Iv. Per il resto noi stiamo dialogando sui temi dall’inizio della Legislatura».

C’è con Italia Viva però un problema nazionale, si arriverà a una rottura?

«L’unico dato politico che ormai emerge dalle mosse di Renzi è il mero egocentrismo fine a se stesso. Questo Paese da anni è in balìa dell’ego ipertrofico di due Matteo’: in cinque lettere un concentrato di egotismo incurante delle condizioni in cui è ridotto il Paese. In entrambi i casi, viene replicato lo schema infantile del bambino dittatore».

È favorevole a un Conte Ter o se la maggioranza dovesse troppo allargarsi ai responsabili ex Forza Italia sarebbe meglio tornare al voto?

«Noi abbiamo sempre detto che il M5S si prendeva la responsabilità di governare l’Italia portando avanti il suo programma con qualunque forza politica fosse stata disposta a contribuire a realizzarlo».

Quindi?

«Il Governo, a prescindere da quale sia l’appartenenza politica di chi sposa il progetto 5stelle, deve esistere finché per noi c’è una maggioranza parlamentare che ci permetta di fare cose utili per il Paese. Questa è la linea su cui rimaniamo fermi dalla campagna elettorale del 2018. Gli altri invece che si spostano, come falene che annaspano qua e là inseguendo fuochi fatui nella notte».

Ma in questa fase il M5S continua a essere bloccato. Urge un capo politico?

«Il M5S non è bloccato perché in due anni di Governo, pur cambiando partner dopo che il primo si è defilato, ha già raggiunto parecchi risultati: dal Reddito al decreto Dignità, dai provvedimenti anti Casta, come l’eliminazione dei vitalizi e il taglio dei parlamentari fino alla lotta alla corruzione con lo Spazza Corrotti. Ora è urgente confrontarci per decidere i risultati da raggiungere nei prossimi dieci anni».

Paola Taverna a capo di un board collegiale le piace?

«Mi piace molto l’idea di un board collegiale perché il M5S fa del metodo collegiale e della partecipazione la sua cifra distintiva. Proprio per questo, non faccio nomi».

Agli Stati generali in molti parlamentari vorrebbero che la decisione della linea politica e della leadership non passasse da Rousseau.

«Agli Stati Generali si parlerà di visione, valori, obiettivi e di regole di organizzazione per un movimento di opinione che in dieci anni è diventato forza trainante all’interno di due diverse maggioranze di Governo. Rousseau è uno strumento straordinario di democrazia diretta, è un caso unico al mondo. Di sicuro il suo utilizzo può essere migliorato».

Ma perché allora, secondo lei, Rousseau e Casaleggio sono così osteggiati da una parte del Movimento? La gestione della piattaforma continua a essere controversa.

 

«Ci sono state diverse situazioni in cui l’utilizzo di Rousseau non è stato neutrale. Non ci sono stati i tempi, o forse la volontà, di far sì che venissero delineati ai nostri iscritti che dovevano votare gli scenari derivanti da ognuna delle opzioni di voto proposte. Oppure si sono verificati casi tra loro simili in cui non sempre è stata garantito per ciascuno la votazione. Così si disorientano gli iscritti ed è avvilente per le potenzialità della piattaforma. Ho parlato di questi aspetti diverse volte con Davide e sono sicura che ha recepito questa esigenza che nasce da iscritti e attivisti».

Sulle alleanze regionali si litiga ancora nel Movimento: è arrivato il momento di sdoganare il Pd?

 

«Io non voglio sdoganare il Pd. Io voglio collaborare anche a livello regionale e comunale con tutte quelle forze politiche con cui si può costruire un programma comune. Lo scetticismo dei colleghi 5stelle è dovuto all’esperienza pregressa di quando il Pd era al Governo con Renzi premier che creò in Parlamento un clima pregiudizialmente ostile nei confronti del M5S. Questo modo così muscolare ha fatto sì che solo da qualche mese, dopo la caduta del Governo M5S e Pd siano riusciti a testare per la prima volta un dialogo, a differenza di quanto fatto nel Lazio, dove invece abbiamo iniziato già da tempo».

11 thoughts on “Roberta Lombardi: “Via la Raggi da Roma e Rousseau poco trasparente…”

  1. Titolo capzioso : la Lombardi non scarica la Raggi, semplicemente dice che le regole M5S non consentono un terzo mandato di Virginia . Se la Sindaca si presenta come indipendente in una lista civica, sicuramente la appoggerà . E speriamo che lo faccia e che sia rieletta Sindaca, nessuno meglio di lei, e si merita di vedere crescere i virgulti che ha seminato in anni di lavoro durissimo, osteggiata da tutti perché capace e soprattutto onesta

  2. Il fuoco amico non manca mai- Viviana Vivarelli.

    Purtroppo, per quanto i danni fatto dal Pd siano giganteschi e proprio coi voti dei piddini abbiamo avuto il più grande rinnegamento della sx della storia d’Italia con un partito succube della Troika che voleva farci fare la stessa fine della Grecia, persino dentro il M5S quelli che continuano ad essere filo-Pd non mancano mai.
    E così dobbiamo assistere alla vergogna di questa Paola Lombardi che fa la guastatrice interna e intima: “Via la Raggi da Roma e basta Rousseau che è poco trasparente…”, per la serie “Dio guardami dagli amici ché dai nemici mi guardo io”.
    Insomma questa sciagurata ha detto: “No a una Raggi bis e sì a un accordo tra M5S, civiche e altri partiti, Pd compreso».
    La Raggi non può essere rieletta perché ha già avuto due incarichi (ma non avevano detto che per le elezioni locali la regola dei due mandati non valeva?) e la Raggi non dovrebbe comunque essere eletta perché la macchina amministrativa romana è inquinata da troppa illegalità perché la Raggi ce la possa fare da sola e bisogna raccogliere altre forze, specie quelle del Pd.
    Insomma finora il Pd non ha vinto localmente a causa della sua corruzione e si sputtana sempre e comunque ma cerchiano di farcello alleato!!??
    Sulla Piattaforma Rousseau le accuse sono anche più pesanti come se ci fossero state delle frodi o se si fosse truffato gli elettori con tempi brevi e domande poco chiare o rifiutando certo voti.
    Abbiamo cacciato Lavia per molto meno, e questa ce la teniamo?

    • Uno degli errori che si commettono frequentemente all’interno del movimento è quello di parlare in modo divisivo, dimenticando la ricaduta dirompente, e amplificata dai media, sull’opinione pubblica. Così anche la Lombardi si diletta ad aggiungere carne al fuoco in attesa che il fumo riesca ad annebbiare la vista a quei cittadini che ancora credono nella bontà del movimento. Paolo Caruso

  3. Uno degli errori che si commettono frequentemente all’interno del movimento è quello di parlare in modo divisivo, dimenticando la ricaduta dirompente, e amplificata dai media, sull’opinione pubblica. Così anche la Lombardi si diletta ad aggiungere carne al fuoco in attesa che il fumo riesca ad annebbiare la vista a quei cittadini che ancora credono nella bontà del movimento. Paolo Caruso

  4. Roberta Lombardi, capogruppo del M5s alla Regione Lazio ed ex deputata, in un’intervista recente analizzava retrospettivamente il governo gialloverde e faceva il mea culpa:
    “Io, da Cinque Stelle, sento molto la responsabilità di aver portato la Lega salviniana dal 17 al 34 per cento grazie al lavoro che abbiamo fatto nel precedente governo…
    Abbiamo governato con la Lega rafforzando quel modello culturale…”.

    Roberta Lombardi -dopo che la Raggi richiamava dall’aspettativa Marra (uomo della destra e dirigente già con Alemanno e Polverini) nominandolo super dirigente – il 22 novembre 2016, un mese dopo dopo la pubblicazione dell’ultima inchiesta dell’Espresso su Marra, si presentava in procura per depositare una durissima denuncia-querela proprio contro Marra, braccio destro della sua compagna di partito;
    Nello stesso tempo Lombardi si dimetteva dal “mini-direttorio” (che Casaleggio aveva imposto alla Raggi per controllarla) e definiva Marra: “virus per i 5S”.

    Roberta Lombardi inoltre dichiarava sulle “sardine”:
    “Ho due bambini piccoli: sapere che c’è una parte d’Italia -come le Sardine- che rifiuta quel modello con questa spontaneità e questa freschezza mi dà speranza e mi fa sentire meno sola. Magari non votano 5 Stelle, ma mi danno forza…”
    e ha sempre parlato di apertura e possibilità di dialogo, anche a livello regionale e locale con il Pd:
    “Se in questi mesi di governo nazionale si trova un modo di lavorare insieme, se si comincia a realizzare il programma tracciato da Conte e il Pd si apre ai giovani, che non sono quelli cresciuti nelle segreterie di partito, ma forze fresche, vitali, innovative, allora se ne può parlare”.

    • Lombardi. In regione Lazio sta con il Pd, a Roma attacca il sindaco di Roma, inviso al Pd. Di lei si sa solo di manovre di palazzo, tra l’altro di piccolissimo cabotaggio: ma andasse col Pd

      • Secondo me, basta solo guardarla in faccia. Ci si legge tutto il suo rosicamento!

  5. Ma anche la Lombardi è al secondo mandato ! Perché scrivere queste MINCHIATE ??? Neanche lei può candidarsi come sindaco di Roma o altra candidatura ! Scrivete cazzate ,solo per mettere zizzania tra i votanti del movimento 5 STELLE ⭐⭐⭐⭐⭐ !

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