Cronaca/Editoriali/Interno/Politica

Una società senza anima preda dei fantasmi del passato

(Paolo Caruso) – Il neoliberismo investe sempre più l’Europa rappresentando un complice ideale per il rigurgito di certe ideologie che non avremmo mai pensato potessero riappropriarsi delle umane genti. Oggi, purtroppo, le lobby finanziarie, gli interessi economici, rappresentano il collante di questa Europa, mortificando  le aspirazioni dei cittadini, tradendo i sogni e gli ideali di una patria comune. Proprio la mancanza di una Europa dei popoli fa da preludio alla sua debolezza politica, e i contrastanti interessi che la pervadono tendono sempre più a soffocarla. Per troppi anni i paesi europei compresa la nostra Italia hanno reagito blandamente, sottovalutando i segnali preoccupanti che emergevano all’interno dell’unione. L’oblio di certi tristi fenomeni che hanno segnato negativamente la storia di un recente passato, rappresenta un terreno fertile per il rifiorire di certe ideologie basate sull’odio, sulla prevaricazione, sull’intolleranza e sulla violenza. I movimenti e i partiti della destra etno- nazionalista che si stanno affermando in tutta Europa, Italia compresa, sono la risposta concreta all’amnesia storica, al malessere crescente che serpeggia all’interno della società, alle fobie causa di istigazione all’odio, al razzismo, all’intolleranza, e all’antisemitismo. L’attuale cultura che si nutre del mito del superuomo invade le coscienze dei giovani e infiltra i gangli vitali della società offuscandone i valori portanti di una sana democrazia. Anche la stessa religione viene messa in discussione e usata a scopi propagandistici che esulano totalmente dalla fede e dal proprio credo. Le minacce alla senatrice Liliana Segre, testimone vivente dei tanti crimini nazisti, le frequenti manifestazioni di intolleranza accompagnate da una simbologia inequivocabile, la dicono lunga sul clima che si respira e quanto siano realistiche le inquietudini che provengono da certi gruppi eversivi a cui spesso fanno da sponda alcune forze politiche. Bisogna tenere alta la guardia e vigilare con la massima attenzione affinche’ i valori di solidarietà e di civile convivenza possano continuare ad albergare in Europa e nella nostra Italia e non possano più risorgere i fantasmi del passato che tanti lutti e distruzioni hanno provocato nel secolo scorso.

2 thoughts on “Una società senza anima preda dei fantasmi del passato

  1. Egregio Sig. Caruso, un po’ di Storia.Fino al dicembre del 1989 qualcuno, tanti, troppi, hanno rotto le tasche a tutti esaltando le “magnifiche sorti e progressive” del comunismo. Peraltro, per qualcuno, tanti, troppi, chiunque non fosse “de sinistra” era, inevitabilmente, un demente fascista, senza se e senza ma. Poi, caduto il muro, dissoltasi miserevolmente l’URSS, chi era “de sinistra” si è autodefinito liberale, ( D’Alema) chi era semplicemente un capitalista è diventato un liberista e ha considerato un’astuzia sopraffina delocalizzare la produzione all’estero, dai Paesi dell’exPatto di Varsavia, al terzo mondo delle Tigri Asiatiche. TUTTI ci hanno raccontato le meraviglie che ci attendevano e abbiamo visto come ci hano ridotto con quelle panzane. Se risorgono non il fascismo, bensì Masaniello,bensì le Jaqueries, è certo responsabilistà di chi aizza le peggiori fobie, ma anche di chi si è riempito la bocca e a noi le orecchie, per decenni, di parole che oggi, purtroppo, sembrano senza significato ( democrazia, ad esempio, visto che per far rispettare il democratico risultato di un referendum – Brexit – si sono scannati per quasi 4 anni). Quanto alla società senz’anima, ci si risparmino le divisioni alla Spengler tra Kultur e Zivilisation, visto che il suo libro ” Il tramonto dell’Occidente” lo scrisse tra il 1918 e il 1922 e vorremmo sapere qualcosa di più nuovo.

  2. Gentile Articolista vorrei semplicemente soffermarmi al titolo “Una società senza anima e preda dei fantasmi del passato” che racchiude il senso di questo vuoto e al contempo lo definisce completamente: l’assenza di anima e il fare, in virtù di un materialismo volto ad arricchirsi in termini di capitali, che generano una situazione nel cui paradosso, espressione di benessere circuito a non molte persone, si potrebbe celare la spinta a laceramenti successivi e impossibili da tamponare.

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