Cronaca/Interno/Marco Travaglio/Politica

Zimbabwe, Italia

(pressreader.com) – di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano – Dieci anni fa il premier B. stalkerava il suo uomo all’Agcom, Giancarlo Innocenzi, perché trasformasse l’Autorità garante delle comunicazioni in un Tribunale Politico della Verità (la sua) e multasse la Rai per Annozero di Santoro, Ballarò di Floris e Parla con me della Dandini fino a provocarne la chiusura. Non sapeva che Innocenzi era indagato e intercettato a Trani. Così, il 14 novembre 2009, fu sentito ordinare a “Inox”: “Bisogna concertare che l’azione vostra consenta… sia da stimolo alla Rai per dire ‘chiudiamo tutto’, ma non solo su Santoro: aprite il fuoco su tutte le trasmissioni di questo tipo”. L’Agcom, non avendo quel potere, non si mosse. E persino Mauro Masi, dg berlusconiano della Rai, definì le pretese censorie del premier sui contenuti dei programmi giornalistici “roba che nemmeno nello Zimbabwe”. Il Pd, ovviamente, reagì sdegnato. Ma ora, tramite la stessa Agcom, peraltro scaduta da mesi e in prorogatio in attesa delle nomine, è riuscito là dove B. aveva fallito: una diffida e una multa da 1,5 milioni alla Rai per una serie di vere e/o presunte violazioni di par condicio, contraddittorio, imparzialità, correttezza, completezza ecc. Con 36 pagine di motivazioni che, se non si offendesse il simpatico Stato africano, definiremmo serenamente “roba da Zimbabwe”. O da Minculpop. Infatti l’unico commissario serio, il professor Mario Morcellini, s’è rifiutato di votarle.

Tantopiù che la sanzione arriva proprio mentre il Pd&Renzi, una volta tanto uniti, tentano di riprendersi la Rai sloggiando il dg troppo indipendente Fabrizio Salini e liberando un tg per Mario Orfeo, uomo per tutti i gusti e le stagioni. Ergo l’autoproclamato Tribunale Politico della Verità picchia duro sul Tg2 per cacciarne il salviniano Gennaro Sangiuliano. Poi, per non farsene troppo accorgere, dà una sberla anche a Bianca Berlinguer e a Gad Lerner, senza dimenticare La vita in diretta, Realiti di Enrico Lucci e persino il festival di Sanremo (con la ridicola accusa di “scorretta rappresentazione dell’immagine femminile”, proprio nell’edizione del monologo di Rula). Gli improbabili inquisitori – il presidente bocconian-montiano Angelo Marcello Cardani e i commissari Antonio Martusciello (ex manager Publitalia, deputato FI e sottosegretario di B.), Antonio Nicita (descritto dai biografi come “vicino a Orfini”, e ho detto tutto) e Francesco Posteraro (ex vicesegretario della Camera e soprattutto amico di Casini) – frullano in un gran calderone le vere violazioni della par condicio su cui hanno competenza e le insindacabili scelte giornalistiche che non li riguardano neppure di striscio.

L’Agcom deve misurare gli spazi riservati ai partiti in campagna elettorale e sanzionare gli eventuali squilibri. Infatti depreca la “costante, reiterata e sistematica sotto-rappresentazione della prima forza politica in Parlamento, il M5S”, cui i tre tg dedicano un “tempo di parola” inferiore a quello della seconda (Pd) e della terza (Lega). Poi però s’impiccia nei contenuti di tg e programmi, abusando del suo potere con veline da Minculpop. L’apoteosi è il capitolo dedicato al servizio di Manuela Moreno del Tg2, un anno fa, sui quartieri-ghetto svedesi, dove l’integrazione dei migranti è fallita, la polizia non mette piede e gli islamisti impongono la legge coranica (a proposito di “scorretta rappresentazione del ruolo della donna”). Un caso mondiale, trattato non solo dal Tg2 (con tre servizi che davano la parola anche a un imam), ma pure da Bbc, Cnn, Fatto, Stampa, Repubblica, Corriere, Messaggero, Foglio e Piazzapulita. Secondo i Torquemada de noantri, il Tg2 non doveva occuparsene per “l’imminente appuntamento elettorale europeo”; perché “l’Ambasciata di Svezia” ha protestato (cioè l’oste ha garantito che il vino è buono); e perché “il tema dell’integrazione e delle relative politiche costituiva uno dei principali argomenti di confronto politico” (quindi, per dire, non si parla di mafia nigeriana, sennò qualcuno potrebbe pensare che esistano dei delinquenti anche fra gli immigrati). Altra multa al Tg2 perché il direttore fa “editoriali univoci, nel senso letterale di rappresentare un’unica voce” (la sua: ora l’Agcom spiegherà a Scalfari e Feltri che i loro editoriali devono rappresentare anche le voci di Molinari e Travaglio, e viceversa). E osa financo intervistare Bannon (come tutte le testate del mondo) e parlar male di Macron, notoriamente infallibile. Meravigliosa la censura alla Berlinguer perché, a Carta bianca, Mauro Corona invitò a levare i risparmi dalle banche e nasconderli “sotto il materasso” e lei non organizzò su due piedi il “contraddittorio con un opinionista” pro banche. Strepitosa la critica a Lerner che, a L’approdo su Rai3, mostrò “le torture nelle carceri libiche” e ospitò critiche a Gentiloni e Minniti per l’accordo con Sarraj, ma senza “garantire la possibilità di replica e di contraddittorio dei diretti interessati” (i torturatori? A quando il contraddittorio di Bagarella nei programmi sulla mafia?).
Pare uno scherzo, invece è tutto vero. Ma nessuno si scandalizza, perché il bersaglio principale è il Tg2 “sovranista”. I lettori sanno quanta simpatia nutriamo per Salvini&C.. Ma la libertà di stampa vale per tutti, anzitutto per le minoranze. Chi fosse tentato di dire: vabbè, tanto l’unico che salta è Sangiuliano, si ricordi la frase del pastore Niemöller citata da Brecht: “Prima vennero a prendere gli zingari. E fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei. E stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi davano fastidio. Poi vennero a prendere i comunisti, e io zitto, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare”.

31 thoughts on “Zimbabwe, Italia

  1. Ma dai, pro Salvini ???
    Travaglio, il sonnambulo, deve aver battuto la testa in qualche stipite di una porta…

  2. E’ la mia impressione o Travaglio è diventato sempre più prolisso e minuzioso al punto da far cadere le palle in terra a qualunque lettore e ha perso per di più quella verve e quel leggero spirito caustico che ne determinava il successo?

    • Leggo il tuo commento e mi accorgo che l’aria fritta ha più consistenza.
      Dal mio punto di vista sono i grillini come te ad essere un problema per il movimento.
      Se Travaglio ti fa cadere (piuttosto di frequente a quanto pare) le palle in terra puoi evitare di leggerlo e commentarlo o,
      in alternativa, fare delle critiche circostanziate che non riguardano lo stile (direi inimitabile visto che chi ci prova – come Scanzi – appare solo una brutta copia) ma la sostanza dei suoi contenuti.
      Ci vogliono 10 Merlo, uno sulle spalle dell’altro, per fare un Travaglio.

      • … e mi permetto di farti notare che molti sostenitori od elettori del M5S (anche molto critici, tipo me) lo sono diventati proprio perché lettori di Travaglio. Senza il M5S Travaglio non perderebbe un solo lettore (anzi, forse ne guadagnerebbe qualcuno), senza Travaglio il M5S perderebbe molti elettori. Ti è chiaro?
        Dovreste portargli l’acqua con le orecchie, ingrati.

      • Concordo su tutto, a parte i dieci Merlo. Perché non basta moltiplicare per dieci la testa di un mediocre per farne una decente. E Merlo non è solo mediocre, magari! È profondamente limitato. Nelle idee, nel modo di esporle, nella scrittura. Saluti!

      • Non so se è riferito a me o Viviana ma se hai confuso uno di noi due con Think Tank hai grossi problemi di comprendonio.

      • assolutamente vero quando dici che senza Travaglio il movimento 5 stelle perderebbe molti elettori (e il contrario non vale). Primo perchè in questo paese Travaglio è “il solo” (!) giornalista su piazza. Secondo perchè dice cose talmente di buon senso che se le segui (come ha fatto il movimento) puoi solo prendere consensi. Se invece fai il contrario, come quello che ha sempre fatto la feccia piddina e pidiellina, sei il MARCIO. E fai cose marce. Condivido anche il fatto che scanzie copia travaglio praticamente su qualunque contenuto, però poi deve dimostrare di AVERCELO PIU’ lungo facendo le battutine su orfini and co. Tutto per dimostrare che lui è comunque il più figo di tutti e non sbaglia mai. Poveretto, si levasse dai coglioni con quella ranocchia stirata col ferro a vapore della gruber TUTTA SALUTE.

  3. Bravo Travaglio, bella risposta soprattutto a chi ritiene che per difendere la RAI dalla lottizzazione sia necessaria una lottizzazione uguale e contraria, ovviamente del proprio amato partito e sempre a fin di bene, ci mancherebbe.
    I principii, questi sconosciuti.
    L’Italia è un Paese dove ognuno pensa ai cazzi propri ed i più infidi li ammantano pure di nobili ideali.
    E quando si inveisce contro il politico che ruba spesso non è sana indignazione ma invidia.
    Che cazzo di Paese.

    • sarebbe TUTTO VERO se proprio lui non facesse lo stesso sul suo giornale online. E parlo da ex abbonato BANNATO usque ad mortem, proprio come sul sito DEI CITTADINI, il blog delle stelle, dove trovi 7 commenti a post (quando va bene), cioè almeno 3 adulatori (w il m5s, BRAVI, avanti cosi!). Gli altri 4 sono di Viviana. O forse 5. O meglio 6. No Viviana ne scrive almeno 7.

  4. Fantastico Travaglio, proprio lui parla di libertà di stampa. Provate a fare dei commenti sul Fatto e ditemi se passano oppure li BANNANO! E’ proprio fantastico Travaglio, LIBERTA’ DI STAMPA! Quella che piace e pare a lui. Come sul blog delle stelle del CITTADINI (I CITTADINI, I CITTADINI, DIAMO LA PAROLA AI CITTADINI): i troll che mentono spudoratamente e tendenziosamente e gli adulatori passano tutti, gli altri “sopra le righe” NO.

    LA LIBERTA’ DI STAMPA. Si vergognasse anche lui ogni tanto gli farebbe prorprio BENE!

    La libertà di stampa.

    • Il posto sul FQ e non mi pare proprio che ci siano censure di tipo politico. In genere riguardano il linguaggio (quando scurrile), la lunghezza dei post, accuse che potrebbero risultare diffamatorie. Ma le opinioni le ho sempre espresse, anche quando dissentivo dal giornalista. Qualche censura incomprensibile c’è stata, non dico di no, ma non aveva a che fare con le opinioni visto che le ho sempre espresse in centinaia di post.
      Per quello che riguarda la moderazione del M5S non so nulla ma non sei certo il primo a criticarne la pessima gestione tutt’altro che democratica e trasparente. Un problema serio, non ancora affrontato. Ma vedi, qui i grillini si occupano delle fondamentali questioni di “stile” degli articoli di Travaglio, non hanno tempo e voglia per dedicarsi a quisquilie di democrazia interna.

      • sono abbonato al Fatto dal primo giorno, ora non più. All’inizio TUTTI i commenti passavano, TUTTI. La parolacce venivano bannate…

        Mi sono anche disiscritto dall’online e quindi non ho nessuna intenzione di (provare? riprovare? ririprovare?) a postare anche un solo commento. L’ultimo commento bannato su Zeffirelli, scrissi così:

        Per capire chi fosse Zeffirelli: qui c’è Dio, sopra c’è lui, Zeffirelli. Un miracolato, più miracolato che bravo.

        Ti pare da bannare una cosa così?

        Questo è l’ultimo commento che ho tentato di scrivere su quel giornale. STOP. Mi limito a leggerlo e comprarlo in edicola la domenica. E’ l’unico giornale che compro in edicola. O non compro niente oppure compro solo quello. STOP.

      • Anche a me sul Fatto hanno bannato tanti commenti, ma ammetto che erano forti e forse con qualche parolina pesante. Insomma cercano di conservare i commenti in cui l’opinione viene espressa con decoro, anche se alla fine è tutto molto opinabile.

  5. Solo una puntualizzazione: il sito del Fatto non ha a che vedere col Fatto cartaceo. Il direttore del sito è Gomez,con cui Travaglio è stato anche recentemente in evidente contrasto circa le sue scelte editoriali.
    Non mischiate cose che sono distinte e separate.

    • Che il Fatto eserciti una censura assurda è un dato di fatto, e mi si scusi la ridondanza. Come si può bannare il commento su Zeffirelli di Andrea, per di più azzeccato e che potrebbe avere scritto Travaglio stesso? Io ero socio sostenitore e non rinnovai, motivando con email a Peter Gomez che non ammettevo che mi fossero censurati commenti anche meno incisivi di quello citato da Andrea. Boh!

      • Non so che pensare, io non ho subito tutte queste censure e mi sono espresso sempre liberamente, da cacacazzi quale sono. Possiamo solo valutare le cose in funzione delle proprie esperienze. La mia mi induce a pensare che il FQ online conceda ampi spazi di libertà. Ma sono sicuro che se vi è capitato molte volte il problema c’è eccome ma potrebbe essere un moderatore che non sa fare bene il suo lavoro, tutto qui. Eviterei di mettere in discussione l’etica di Gomez, persona davvero per bene, capace e seria.
        Mi domando perché nelle discussioni i commenti bannati (ad eccezione di quelli diffamatori o inutilmente offensivi) non vengano inseriti in un’area dedicata, accessibile a tutti. In questo modo non interferiscono con la discussione (i troll vanno combattuti) ed offrono ai lettori e allo stesso Gomez la possibilità di valutare la moderazione.
        I commenti bannati ma non oscurati possono essere votati dai lettori (il voto dovrebbe riguardare non la qualità del commento ma la qualità della moderazione). Questo potrebbe mettere in evidenza gli errori della moderazione perché a scremare le censure più ingiuste saranno gli stessi lettori.
        Mi sembra facile, mi chiedo perché non si faccia. Che ne pensate?

  6. Sinceramente penso che sia la moderazione dei commenti che la censura di quelli più offensivi e diffamatori sono tecniche per fare una guerra abolendo alcune armi, per cui la stessa guerra diviene quasi un gioco dove le parti si fronteggiano ma al contempo restano amiche. Per quanto mi riguarda non ho mai visto di buon occhio gli estremisti perché rinunciano al dialogo troppo presto e troppo presto giungono dove vogliono arrivare con soluzioni a volte drastiche a volte no ma impossibili da invertire. Il dialogo, anche acceso, pone fra gli interlocutori i temi e gli argomenti di cui si va trattando e lo scontro resta comunque sulla linea delle parole con fuoco o non fuoco amico; il problema potrebbe nascere se dalle parole si passa ai fatti e quindi non si tratterebbe più di un confronto di opinioni anche volgari e passibili di disgusto ma di azioni con scopi politici mirati e precisi. Questo elemento è il cardine e il fulcro di ogni pensiero politico, se si uccidono i diritti va male ma va comunque e qui mi fermo per non dare alito ad allusivi illusionismi che non mi appartengono; ma se la democrazia odierna non è più in grado di accettare dentro di se le posizioni estreme si può parlare di una democrazia che non per tutti ma, solo per coloro che riescono a stare col piede nelle staffe legate alla sella se si considera il cavallo l’unico e ammissibile animale in grado di portare lo Stato da A a B.

    • Una possibile visione moderna della televisione potrebbe essere quella di trasformare i Noti e Notissimi personaggi in serie Tv in attori cinematografici e il gioco diventerebbe e sarebbe molto più dinamico e anche più visibilmente molto più allegro. La politica, in questa degenerata versione, ha veramente stancato e io personalmente ne sono quasi disgustata; gli strumenti erano tutti lì, addensati e organici al pensiero di tanti filosofi che ne avevano tracciato l’idea come possibile strumento per un solco da seguire sia in termini idealistici che pragmatici. Ha vinto l’egoismo del Becerume quotidiano e pensare già con un tempo di 3 settimane si rischia di sentirsi degli Eretici passibile di un rogo social .
      Anche la fretta si è sgretolata e ciò che rendeva moderno l’epoca moderna e contemporanea ci ha parcellizzato in ascolti audiovisivi e in tutti gli altri deprecabili aspetti a cominciare dall’obbligo o quasi per l’unico lavoro per i meno abbienti: divenire operaio e lavapiatti costretto a turni alienanti in situazioni lavorative allucinanti quanto altrettanto poco remunerative e con relativi margini di tutele che ammetto di disconoscere totalmente; eppure è anche vero che i servi sono sempre esistiti, ma a crearli forzatamente in questa epoca di fine mondo ci si sono messi in troppi e in fondo fare l’operaio non è poi male.. come del per i lavoratori del Torino – Lione, di cui si è smesso di parlare in virtù del Corona virus ..e di tantissimi altri argomenti posti, da sempre, a ruota.

  7. Al dott. Gomez, responsabile de Il Fatto Quotidiano News: a un certo punto …E’ sempre stato bene, “ha affermato all’Adnkronos Marco Rovellini, presidente d Mae Spa, aggiungendo di “non capire cosa centri il suo collaboratore con il contagio.
    c’entri è corretto.
    saluti

  8. Dott. Travaglio, premetto che la stimo incondizionatamente.
    Il M5S è l’unica forza politica, tra l’altro ancora rilevante, che viene regolarmente maltrattata, attaccata, ignorata (quando serve), che non trova nel panorama di stampa e tv di questo paese una voce benevola, o almeno neutra (a parte il F.Q.).
    Come mai, almeno lei, per un fatto di equità politica, non ritiene di dar voce e sostenere tale necessità?

    • Ti sembra che a Travaglio piaccia questo sistema? Ma cambiarlo significa cambiarne le regole e non approfittarne. Travaglio sostanzialmente ci sta dicendo questo.

  9. D’accordissimo con Travaglio, l’agcom è il solito organo di parte che si sveglia solo quando c’è da eseguire gli ordini dei gran maestri, e il resto del tempo dorme lunghissimi sonni, mentre la tv si affonda con le sue mani (perchè comunque perde audience ogni minuto) bullizzando i nemici del potere.

  10. Una possibile visione moderna della televisione potrebbe essere quella di trasformare i Noti e Notissimi personaggi in serie Tv in attori cinematografici e il gioco diventerebbe e sarebbe molto più dinamico e anche visibilmente molto più allegro. La politica, in questa degenerata versione, ha veramente stancato e io personalmente ne sono quasi disgustata; gli strumenti erano tutti lì, addensati e organici al pensiero di tanti filosofi che ne avevano tracciato l’idea come possibile strumento per un solco da seguire sia in termini idealistici che pragmatici. Ha vinto l’egoismo del Becerume quotidiano e i programmi di Mediaset sono Orripilanti da sempre, cioè dalla loro fondazione (..) e pensare di pensare con una tempistica di 3 settimane si rischia di sentirsi degli Eretici passibile di un rogo social .
    Anche la fretta si è sgretolata e ciò che rendeva moderno l’epoca moderna e contemporanea cioè la fretta e l’andare veloci con i mezzi via via sempre più potenti fino a divenire supersonici ci hanno fatto dimenticare che esiste perché è esistito, un tempo umano più lento e ancora più lento come narrano le vicende dei secoli passati; ma a parte questo, lo sgretolamento dell’impalcatura del Tetto Politico a favore di una chiusura quasi autistica e autoreferenziale di una logorroica sintassi ripetitiva quanto vuota e mortalmente noiosa ma principalmente ASSOLUTAMENTE INCAPACE di attuare qualsiasi buon proposito se si pensa di partire da lì, è divenuto la PESTE delle istituzioni e della democrazia inesistente e vuota come la parola stessa. Questo ha anche implementato la parcellizzazione umana divenuta, solo o quasi, ascolti audiovisivi e tanti altri deprecabili aspetti a cominciare dall’obbligo o quasi per l’unico lavoro disponibile per i meno abbienti: divenire operaio e lavapiatti costretto a turni alienanti in situazioni lavorative allucinanti quanto altrettanto poco remunerative e con relativi margini di tutele che ammetto di disconoscere totalmente; eppure è anche vero che i servi sono sempre esistiti, ma crearli forzatamente in questa epoca di fine mondo ci si sono messi in troppi e in fondo fare l’operaio non è poi male.. come i lavoratori nel tunnel della Torino – Lione che sono lì a crearlo, di cui si è smesso di parlare in virtù del Corona virus ..e di altri argomenti sempre insindacabilmente a ruota.

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